Il paradigma dell'oggetto

Abstract
Sarà capitato anche a voi, in treno, di cercare di aprire la porta tra un vagone e l’altro con l’espressivissima maniglia e, solo dopo non esserci riusciti, di aver notato il meno eloquente pulsante sulla destra. Il fenomeno non è troppo diverso da quando, non avendo capito qualcosa, chiediamo di farci un esempio. La convinzione —falsa—che parlare possa essere surrogato dall’indicare degli oggetti nasconde l’idea –vera– che gli oggetti parlino, e che alcuni parlino meglio di altri. Per capirlo, non c’è bisogno di portarsi dei fagotti per intrattenere delle conversazioni come fanno gli accademici di Lagado nei Viaggi di Gulliver. Basta liberarsi del pregiudizio secondo cui le cose sono mute, staccarci un po’ dall’attenzione ossessiva sui Soggetti, e prestare la giusta attenzione a quella realtà espressiva, evidente, infaticabile, che ci dice “sono io, sono qui”.
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