La soggettività dell'esperienza soggettiva: Un'analisi rappresentazionale Della prospettiva in prima persona

Abstract
Sommario. Prima che di definire un modello della coscienza e comprendere che cosa sia un fenomeno soggettivo, è necessario sviluppare una teoria della prospettiva in prima persona. Questa teoria deve essere concettualmente con- vincente, empiricamente plausibile e, soprattutto, aperta a nuovi sviluppi. Il quadro di riferimento concettuale deve essere coerente con il progresso scienti- fico. Le sue ipotesi fondamentali devono essere adattabili in modo da permette- re a nuovi risultati sperimentali di essere inseriti nel modello teorico. Questo ar- ticolo tenta di definire le linee generali di una teoria in grado di offrire un’analisi rappresentazionale della prospettiva in prima persona. Tre proprietà fenomeniche sono centrali a quest’analisi: “egoicità” (la proprietà fenomenica; il senso di possesso di una sensazione), “selfhood” (l’esperienza cosciente di essere qualcuno) e la prospetticità (una caratteristica strutturale: il fatto che lo spazio fenomenico appaia organizzato attorno a un centro, una prospettiva su- per-modale). Questo articolo analizza queste proprietà da un punto di vista sia rappresentazionale che funzionale. Introdurrò nuovi vincoli concettuali per le rappresentazioni fenomeniche e due entità teoriche necessarie per capire che cosa sia la prospettiva in prima persona: “il modello fenomenico del sé” (PSM: phenomenal self model) e il “modello fenomenico della relazione intenzionale” (PMIR: phenomenal model of intentional relation). Un modello fenomenico del sé è una struttura rappresentazionale plurimodale, il cui contenuto costituisce il contenuto dell’esperienza del sé cosciente. Ha due caratteristiche importanti. Primo, è l’unica struttura rappresentazionale ancorata nel cervello da un colle- gamento funzionale permanente. Secondo, parti consistenti del PSM sono fe- nomenicamente trasparenti: non posso essere identificate come rappresentazioni all’interno del sistema. Sono intrappolate in quello che è stato definito un “in- genuo realismo auto-ingannevole”..
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