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Abstract
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Viviamo in un mondo tutt’altro che simmetrico. Luca ama Lara, ma lei lo detesta. I ricchi sfruttano i poveri e i belli deridono i brutti, mai viceversa. Chi parla non ascolta, chi ascolta non parla. Anche l’economia è asimmetrica: raramente gli agenti di mercato condividono le medesime informazioni sui beni di scambio, e mentre il venditore tende a tacere la vera natura dei propri prodotti (mai provato a comprare un’auto usata?) il compratore che fiuta l’affare non è da meno (direste forse al mercante che la crosta che vuol svendervi potrebbe essere un Corot?) L’economista Joseph Stiglitz ha vinto il Nobel 2001 proprio0sulla teoria dei «macinini usati». E poi c’è la guerra, questa guerra che ci inquieta proprio per le inedite asimmetrie degli schieramenti: gli obiettivi appaiono diversi, le strategie incomparabili, i valori e principi ispiratori brutalmente dissonanti. «Contrastare la forza dell’avversario facendo leva sulle sue debolezze», diceva Sun Tzu. Ed ecco che al Pentagono ci si ritrova a riflettere sul paradosso di uno scenario strategico in cui la superiorità militare del Golia statunitense teme il colpo della fionda nemica. E si battezza la «guerra asimmetrica».
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