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Abstract
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Secondo la dottrina delle parti potenziali (DPP), le parti proprie connesse (ovvero, le parti proprie che sono connesse ad altre parti dello stesso intero) non sono entità attuali. Al più si tratta di entità potenziali, entità che esisterebbero solo se venissero separate dall’intero a cui appartengono1. Ciò non significa che la DPP escluda che una parte propria possa godere di esistenza attuale: la dottrina non mette in discussione lo statuto ontologico di quelle parti che si qualificano indipendentemente come oggetti ordinari. Mary e il suo gatto, Tibbles, fanno parte della loro somma mereologica – ne sono parti proprie – e ciononostante la DPP ne riconosce l’esistenza, come è ovvio. Piuttosto, ciò che la DPP nega è l’esistenza di parti proprie come la mano sinistra di Mary, o la coda di Tibbles. Secondo questa dottrina, entità siffatte (alle quali pure siamo soliti fare riferimento) non possiedono quel carattere cosale che caratterizza i cittadini di questo mondo, come Mary e Tibbles, poiché una porzione del loro confine è di tipo fiat: è il risultato di una demarcazione puramente immaginaria. Per questo motivo, quindi, entità siffatte non vanno incluse nell’inventario del mondo. Una mano o una coda esistono solo in potentia e l’unico modo per conferir loro esistenza attuale è quello di separarle dagli interi a cui appartengono.
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Keywords
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