La cultura contemporanea è di solito denominata post-moderna. Essa si colloca nei confronti della modernità in un modo dialettico, assumendo l'ispirazione moderna ma criticandone alcune delle sue pretese. Il risultato è un contesto con luci e ombre in cui emergono importanti sfide, tra cui: il ricupero di una ragione non unilaterale e il superamento dei riduzionismi sociali e antropologici provocati dalla secolarizzazione. Se l'emarginazione della religione e l'indifferentismo religioso – fenomeni propri del processo di secolarizzazione – provocano un vuoto nell'uomo, (...) una sensibilità religiosa di carattere funzionale e individualista si rivela insufficiente in termini antropologici e religiosi. Di fronte a queste sfide, la fede cristiana si pone come istanza che permette l'apertura alla verità ( credo ut intelligam ) e offre la salvezza all'uomo nel ricondurlo all'amore di Dio. (shrink)
Proceeding from the statement that «reading» images is not at all analogous to any culturally codified lecture of written texts, Sigrid Weigel develops a crucial critic of the anthropological paradigm linked to the left-right problem in the visual arts. Focusing on various examples of painted and sculpted Annunciations, the author argues how the decline of the traditional orientation, based on the figure of God in central position, leads to a growing importance of the spectator gaze and to a new relation (...) between iconic narration and symbolic meaning. (shrink)
This paper considers some thesis proposed by Maurice Merleau-Ponty during his lessons on sleeping and dreaming in the mid fifties, also with reference to the contemporary scientific debate. Dreaming and sleeping constitute a privileged perspective for considering the characteristic human interweaving of natural and cultural aspects, of animality and meaning. The immediate association of sleeping with a suspension of consciousness and with an absence of worldly contacts seems problematic. Furthermore the dualistic opposition between conscious activity and bodily passivity seems far (...) less obvious. Besides it appears as not taken for granted that human acting and experiencing could be always considered as first person's phenomena. (shrink)
Cominciamo da lontano. Supponiamo che un giorno ci si presenti l’occasione di poter chiedere a un oracolo onnisciente di dirci, una volta per tutte, che cosa c’è. Non sto pensando al sogno dello scienziato pigro, che vorrebbe sentirsi dire senza troppi sforzi come è fatto il mondo. Sarebbe eccessivo, e del resto non è detto che saremmo in grado di capire la risposta. (Potrebbe essere formulata nel linguaggio di una teoria scientifica che non conosciamo.) Sto semplicemente pensando all’opportunità di (...) sentirci dire che cosa c’è e che cosa non c’è, in modo da poter concentrare in nostri sforzi – quelli della ricerca scientifica come quelli un po’ più speculativi della riflessione filosofica – sullo studio delle cose reali, evitando così inutili sprechi di energie. Se, per esempio, l’oracolo ci dicesse che la fontana della giovinezza non esiste, come è probabile, faremmo bene a smettere di cercarla, così come se tempo fa ci avesse detto che il flogisto non esiste non avremmo sprecato il nostro tempo a cercare di studiarne le proprietà. E se ci dicesse che nell’universo non esistono altre forme di vita oltre a quelle esemplificate sul nostro pianeta, cosa peraltro improbabile, allora potremmo dirottare i cospicui investimenti dedicati alla loro ricerca verso obiettivi più realistici e, di conseguenza, più utili. (shrink)
In recent decades, the analysis of phraseology has made use of the exploration of large corpora as a source of quantitative information about language. This paper intends to present the main lines of work in progress based on this empirical approach to linguistic analysis. In particular, we focus our attention on some problems relating to the morpho-syntactic annotation of corpora. The CORIS/CODIS corpus of contemporary written Italian, developed at CILTA – University of Bologna (Rossini Favretti 2000; Rossini Favretti, Tamburini, De (...) Santis in press), is a synchronic 100-million-word corpus and is being lemmatised and annotated with part-of-speech (POS) tags, in order to increase the quantity of information and improve data retrieval procedures (Tamburini 2000). The aim of POS tagging is to assign each lexical unit to the appropriate word class. Usually the set of tags is pre-established by the linguist, who uses his/her competence to identify the different word classes. The very first experiments we made revealed how the traditional part-of-speech distinctions in Italian (generally based on morphological and semantic criteria) are often inadequate to represent the syntactic features of words in context. It is worth noting that the uncertainties in categorisation contained in Italian grammars and dictionaries reflect a growing difficulty as they move from fundamental linguistic classes, such as nouns and verbs, to more complex classes, such as adverbs, pronouns, prepositions and conjunctions. This latter class, that groups together elements traditionally used to express connections between sentences, appears inadequate when describing cohesive relations in Italian. This phenomenon actually seems to involve other elements traditionally assigned to different classes, such as adverbs, pronouns and interjections. Recent studies proposed the class of ‘connectives’, grouping all words that, apart from their traditional word class, have the function of connecting phrases and contributing to textual cohesion. From this point of view, conjunctions can be considered as part of phrasal connectives, that can in turn be included in the wider category of textual connectives. The aim of this study is to identify elements that can be included in the class of phrasal connectives, using quantitative methods. According to Shannon and Weaver’s (1949) observation that words are linked by dependent probabilities, corroborated by Halliday’s (1991) argument that the grammatical “system” (in Firth’s sense of the term) is essentially probabilistic, quantitative data are introduced in order to provide evidence of relative frequencies. Section 2 presents a description of word-class categorisation from the point of view of grammars and dictionaries arguing that the traditional category of conjunctions is inadequate for capturing the notion of phrasal connective. Section 3 examines the notion of ‘connective’ and suggests a truth-function interpretation of connective behaviour. Section 4 describes the quantitative methods proposed for analysing the distributional properties of lexical units, and section 5 comments on the results obtained by applying such methods drawing some provisional conclusions. (shrink)
Le argomentazioni presentate in questo testo costituiscono le conclusioni ultime e definitive di un lavoro di ricerca, che ha investito l’insieme dei "Dialoghi Italiani", riuscendo a reperire ed a far emergere quello che pare il nucleo più profondo ed importante – il vero e proprio elevato fondamento – della speculazione bruniana: la presenza attiva di un concetto triadico teologico-politico – il "Padre", il "Figlio" e lo "Spirito" della tradizione trinitaria cristiana – però riformulato attraverso il capovolgimento rivoluzionario di questa (...) stessa tradizione, attuato attraverso il concetto creativo e dialettico dell’infinito. In questo modo la stessa tradizione platonica pare subire una trasformazione essenziale, abbandonando qualunque forma di alienazione e negazione, per riaprirsi invece verso soluzioni che paiono riprendere moniti ed osservazioni suscitati dalle prime, grandi e maestose, speculazioni dei filosofi presocratici. Talete, Anassimandro, Anassimene, Parmenide, Eraclito ed Empedocle sembrano rivivere nei testi bruniani, riproponendo una soluzione ben diversa a quei nodi e problemi teoretico-pratici – fondamentale il rapporto Uno-molti e tutto ciò che da esso consegue, sia sul piano naturale che politico – apparentemente risolti e codificati dal pensiero postsocratico, prima platonico e poi aristotelico. L’inscindibilità del principio di libertà (la figura teologica del "Padre") ed eguaglianza (il "Figlio"), attraverso il richiamo alla fonte amorosa infinita ed universale (lo "Spirito"), consente alla riflessione bruniana di presentare per la prima volta nel panorama filosofico mondiale di tutti i tempi la possibilità di salvaguardare sia l’aspetto creativo naturale, che la diversità politica, presentando nel contempo un concetto di ragione capace di esprimere un movimento infinito sempre aperto ed attento alla molteplicità. In questa liberazione della potenza e della volontà dalle strettoie ordinate e gerarchiche della tradizione il pensiero e la riflessione di Giordano Bruno danno inizio alla modernità, ripresentandosi quale mirabile soluzione ogni qual volta potere e violenza paiono assestarsi e reciprocamente incrementarsi, in un circolo apparentemente indistruttibile. Allora i capitoli di questo libro – attraverso l’analisi di concetti importanti nella filosofia bruniana, quali quelli del desiderio e dell’immaginazione, della materia e della ragione – riattraversano la storia della definizione filosofica delle entità reali più importanti – Dio, Natura, Ragione, Uno – per mostrare un’opposizione fondamentale: l’opposizione fra la fusione speculativa apportata dal pensiero neoplatonico-aristotelico (antico, moderno e contemporaneo), attenta alla difesa della necessità ordinata di un mondo unico, e la liberazione speculativo-pratica bruniana, attenta a far rivivere la coscienza dell’infinito, in noi e fuori di noi. (shrink)
Este escrito reconstruye las razones y figuras tanto filosóficas como teológicas que originaron el “giro teológico” de la fenomenología. Un punto importante lo constituye la influencia de Dionisio Areopagita en el pensamiento de Heidegger, no siempre reconocida como sí ocurre, en cambio, con la presencia de Eckhart. Esta génesis implica la recepción cristiana del neoplatonismo, que compone la llamada “teología negativa”. Bajo esta clave de lectura, el “giro teológico” apunta a ampliar los límites de la razón para superar la (...) razón científica y dar cabida a una razón que incluya la donación de lo invisible. (shrink)
En la Genizah del Cairo se encontraron unos manuscritos con notación gregoriana y escritura hebrea. También aparecieron documentos que apuntan como autor de las partituras a Giovanni-Abdías, un monje cristiano del siglo XII, nacido en el sur de Italia, que se convirtió al judaísmo. Hasta ahora, el estudio de este personaje se ha realizado casi exclusivamente desde el punto de vista judío. Sin embargo, al igual que Abdías sintetiza las tradiciones cristiana y judía en su notación al copiar melodías (...) hebreas con notación cristiana, también lo hace en sus textos. Abdías transcribió una cita latina de Joel a caracteres hebreos. Este artículo estudia la posibilidad de que Abdías pretendiera contraponer su conversión al judaísmo a su ordenación como monje cristiano a través de la plasmación de la profecía de Joel, lo que implica un intenso diálogo entre ambas tradiciones. (shrink)
La experiencia y el testimonio son la clave central de la revelación cristiana. Sin embargo, se puede apreciar que en diferentes estudios contemporáneos sobre el tema se insiste más en el testimonio que en la experiencia misma que da origen al testimonio. Urge la reflexión sobre la posibilidad y la efectividad de la experiencia y del testimonio, y más en un mundo en el que la idea de Dios o absoluto ya no tiene raíces en la metafísica representacional y (...) no cabe en los estrechos límites de un concepto. Las críticas realizadas al cristianismo en la época de la Modernidad han servido para purificar el mismo cristianismo, pues las representaciones idolátricas de Dios que se habían incrustado en él van siendo corregidas en la reflexión contemporánea: en la teología y en la filosofía. (shrink)
El objetivo de nuestro trabajo está en exponer el punto final de la argumentación de Foucault acerca del cuidado de si cristiano ( epimeleia ton allon ), demostrando que la epimeleia ton allon cristiana está muy relacionada a la modalidad de gobierno de las almas y de los cuerpos que Foucault denomina de pastorado cristiano. Intentaremos demonstrar como la recusa de Foucault en aceptar una auténtica epimeleia heautou cristiana resulta en un inevitable vínculo de ésta con el nacimiento (...) de la biopolítica moderna. Estamos dispuestos a evidenciar que era inevitable, para Foucault, hacer dichas consideraciones y llegar a esta conclusión, uniendo en una misma línea epimeleia ton allon cristiana, gobierno pastoral y biopolítica moderna. En el trascurso de nuestro texto, utilizaremos los argumentos de Agamben, expuestos principalmente en su obra El reino y la gloria , en la cual él trata del cruce de dos paradigmas: teología política y economía política. (shrink)
«Palabra de Dios» no se dice sólo con referencia a las Sagradas Escrituras; Jesucristo es la Palabra de Dios por antonomasia frente a la cual las demás expresiones de Palabra de Dios, incluyendo la Biblia, lo serán en sentido análogo y dependiente. Esto significa que tras la hermenéutica bíblica cristiana subyace la fe cristológica, de tal modo que lo que se predica de la naturaleza de la Sagrada Escritura, Palabra de Dios puesta por escrito, sea consecuencia directa de lo (...) que se predica de Jesucristo, Palabra de Dios encarnada. Ello, además de incidir en la vida y la fe del creyente, tiene importantes implicaciones epistemológicas, metodológicas y práxicas para la hermenéutica bíblica hoy. «Word of God» doesn’t onlj refer to the Holj Scaptures; Jesús Christ is the Word of God par excellence against which all other expressions of God’s Word, including the Bible, are anahgous and dependent. This means that behind Christian biblical hermeneutics lies faith in Christ, so that what is preached on the nature of the Holj Scripture, the written Word of God, is directlj dependent on what is preached about Jesús Christ, the Word of God incarnate. This, besides influencing the ufe and faith of the beüever, has important epistemological, methodological and practical consequences for current biblical hermeneutics. (shrink)
El presente estudio se centra, en un primer momento, en el tema de la providencia, visto con detenimiento y en la complejidad de sus múltiples implicaciones desde la metafísica o la teología hasta la ética y la política, para ello partimos de un marco, desarrollado en esta Introducción, donde analizamos las distintas concepciones de la providencia desde los orígenes del pensamiento hasta bien … [+]entrada la época moderna. Se entrecruzan términos como logos, alma del mundo, destino, fortuna, azar, historia de (...) salvación, razón y orden universal y pedagogía divina, entre otros, como voces sinónimas o cercanas al concepto de providencia. En un segundo momento nos centramos en estudiar las mutaciones que sufre la concepción cristiana de orden providencial en el despliege del pensamiento de la modernidad, desde sus orígenes, con la reforma protestante, el deísmo y el racionalismo, centrándonos en la figura de Baruc Spinoza. Concluimos con un breve estudio, al respecto, de los tres autores más emblemáticos de la Ilustración alemana: Lessing, Kant y Hegel, dejando en este punto el relato o la breve historia sobre las distintas concepciones de la providencia divina, convertida ya en el depliege interno de la historia y el pensamiento humana, una providencia ya no divina y trascendente sino humana e inmanente a la razón y la historia. (shrink)
Esta obra está organizada en tres partes, en las que se indaga la plausibilidad del discurso de la Bioética y Teológica. En la primera de ellas, se estudia el vínculo que existe entre esta disciplina científica, el mensaje evangélico y la tradición cristiana, punto de partida y origen de todo este entramado bioético que aspira a sal-vaguardar valores humanos fundamentales. En la segunda, se trata de la relación que debe regir entre esta rama de la Teología y el polifacético (...) mundo científico (biomedicina, bioderecho, etc.). Por su parte, en la tercera, se analiza el estatuto epistemológico que configura a la Bioética Teológica, es decir, sus señas de identi-dad; asimismo, en esta sección, se indaga igualmente acerca del papel que, por derecho propio, corresponde en la vida pública a esta disciplina científica. (shrink)
Desde una perspectiva matricial de la cultura, la autora aborda el estudio de las identidades sociales en su dimensión estética. La presentación dramatúrgica de la persona propuesta por Goffman adquiere un perfil más concreto al enfocar a las identidades a partir de sus procesos de gestación y proyección, pues nunca brotan en el vacío sino a través de matrices que ineludiblemente las conforman. Mandoki explora identidades colectivas religiosas como la cristiana, la musulmana y la judía, así como prácticas familiares, (...) escolares, artísticas y médicas donde la estética opera con todo su poder de seducción, repulsión, cohesión o distinción. Ello implica no sólo que cada sujeto despliega identidades diferentes según las matrices en que se ubique y con cuyos símbolos se identifica, sino que lo realiza por medio de estrategias estéticas que suministran la adherencia efectiva. (shrink)