Some believe reality is dynamic: time passes, not just in our experience of reality, but objectively, in reality itself. There are many objections to this view. I focus on the rate objection: that time passes only if it passes at the rate of 1 second per second, but that it cannot coherently pass at that rate. Existing replies to this objection do not fully engage with its motivation. My aim is to refute the rate objection. Time can coherently pass at (...) the rate of 1 second per second. This does not conclusively show that time passes, but it removes one of the main obstacles to believing that it does. (shrink)
Le argomentazioni presentate in questo testo costituiscono le conclusioni ultime e definitive di un lavoro di ricerca, che ha investito l’insieme dei "Dialoghi Italiani", riuscendo a reperire ed a far emergere quello che pare il nucleo più profondo ed importante – il vero e proprio elevato fondamento – della speculazione bruniana: la presenza attiva di un concetto triadico teologico-politico – il "Padre", il "Figlio" e lo "Spirito" della tradizione trinitaria cristiana – però riformulato attraverso il capovolgimento rivoluzionario di questa stessa (...) tradizione, attuato attraverso il concetto creativo e dialettico dell’infinito. In questo modo la stessa tradizione platonica pare subire una trasformazione essenziale, abbandonando qualunque forma di alienazione e negazione, per riaprirsi invece verso soluzioni che paiono riprendere moniti ed osservazioni suscitati dalle prime, grandi e maestose, speculazioni dei filosofi presocratici. Talete, Anassimandro, Anassimene, Parmenide, Eraclito ed Empedocle sembrano rivivere nei testi bruniani, riproponendo una soluzione ben diversa a quei nodi e problemi teoretico-pratici – fondamentale il rapporto Uno-molti e tutto ciò che da esso consegue, sia sul piano naturale che politico – apparentemente risolti e codificati dal pensiero postsocratico, prima platonico e poi aristotelico. L’inscindibilità del principio di libertà (la figura teologica del "Padre") ed eguaglianza (il "Figlio"), attraverso il richiamo alla fonte amorosa infinita ed universale (lo "Spirito"), consente alla riflessione bruniana di presentare per la prima volta nel panorama filosofico mondiale di tutti i tempi la possibilità di salvaguardare sia l’aspetto creativo naturale, che la diversità politica, presentando nel contempo un concetto di ragione capace di esprimere un movimento infinito sempre aperto ed attento alla molteplicità. In questa liberazione della potenza e della volontà dalle strettoie ordinate e gerarchiche della tradizione il pensiero e la riflessione di Giordano Bruno danno inizio alla modernità, ripresentandosi quale mirabile soluzione ogni qual volta potere e violenza paiono assestarsi e reciprocamente incrementarsi, in un circolo apparentemente indistruttibile. Allora i capitoli di questo libro – attraverso l’analisi di concetti importanti nella filosofia bruniana, quali quelli del desiderio e dell’immaginazione, della materia e della ragione – riattraversano la storia della definizione filosofica delle entità reali più importanti – Dio, Natura, Ragione, Uno – per mostrare un’opposizione fondamentale: l’opposizione fra la fusione speculativa apportata dal pensiero neoplatonico-aristotelico (antico, moderno e contemporaneo), attenta alla difesa della necessità ordinata di un mondo unico, e la liberazione speculativo-pratica bruniana, attenta a far rivivere la coscienza dell’infinito, in noi e fuori di noi. (shrink)
Herët në mëngjes fillova të lexoja “Të bijën e Agamemnonit” të Ismail Kadaresë dhe pashë se ai kishte përdorur fjalën “kalimtar” që do të ishte edhe shprehja relevante për prezantimin e sotëm. Duke ditur se do të vija në Ballkan, nisa të lexoja edhe një tjetër vepër letrare, atë të Stieg Larssonit, “Vajza me tatu të dragoit”. Sikurse te vepra e Kadaresë, edhe në librin e Larssonit gjeta diçka që do të më hynte shumë në punë, që do të ishte (...) relevante për diskutimin tonë të ditës së sotme. Prandaj ju sot do të jeni shtegtarë të ideve, të mishëruar në një farë udhëtimi topografik. Unë do t’ju shpie nëpër një numër të madh personazhesh (karaktere fiktive dhe historike) dhe nëpër ide, secila prej të cilave na del para sysh, por kur bashkohet me tjera, shfamljarizon përvojat tona. Kur t’i vihet kapaku gjithë kësaj që do të shpjegojë, do t’ju familjarizojë me bindjen se plotfuqia mendore filozofike është më shumë se një bashkudhëtar në përvojat tona jetësore, veçanërisht brenda politikëbërjes. (shrink)
The essay reconstructs the political discourses of Alain Badiou and Slavoj Žižek, concerning communism and its actuality for the contemporary debate. Both philosophers have a main role in the global philosophical scene in which they maintain different but partially complementary positions. Except for some philosophical divergences, they both affirm the necessity to reopen a theoretical effort, which could eventually develop an idea of communism and communist practices able to face new challenges imposed by capitalistic globalization. Badiou intends to spread the (...) idea of communism through a theoretical and political procedure called "ideation", which should create new militants and followers to the communist revolutionary event. According to this view the State remains the main enemy to this possibility. Žižek, on the contrary, seems to look with favour on the Lacanian dynamic of denegation which could recreate the necessary conditions for the repetition of the communist revolution; which, this time, instead of ending up in tragedy or in farce, should produce a sort of enlightened new statism. (shrink)
Descrizione degli obbiettivi, le tecniche ed i primi risultati di una ricerca attualmente in corso all’Università del Paese Basco per applicare il metodo degli invarianti numerici delle classi di equivalenza -già applicato (si veda “Il programma Ars Judicandi”) sul piano di una legislazione nazionale- alla costruzione di un modello matematico per automatizzare le operazioni di analisi logica parallela, confronto e decisione su diverse legislazioni nazionaIi, simultaneamente iscritte nel quadro di una “rete deontica internazionale” che descrive per ciascuna di esse i (...) rapporti validi fra le condizioni, i casi e le soluzioni giuridiche. Il modelle comprende: a) la traduzione in un Iinguaggio aritmetico di base esadecimale delle componenti, le operazioni e le relazioni di una base multinazionale di dati legislativi; b) la formulazione, sotto forma di algoritmi aritmetici, delle regole di utilizzazione della base di dati per gli obbiettivi, classici ed attuali, di analisi e di decisione deI Diritto Comparato e dell’armonizzazione ed integrazione sopranazionale di legisIazioni diverse. (shrink)
Amongst the different forms of constructivism the Goodmanian variety (also known as irrealism) is one of the most extreme, and one of the most interesting. Unlike various localized constructivist theories it does not just claim that scientific theories or social institutions are constructs but that everything is a construct. This universal claim leads to an interesting problem.
Three arguments for the conclusion that objects cannot endure in B-time even if they remain intrinsically unchanged are examined: Carter and Hestevolds enduring-objects-as-universals argument (American Philosophical Quarterly 31(4):269-283, 1994) and Barker and Dowe's paradox 1 and paradox 2 (Analysis 63(2):106-114, 2003, Analysis 65(1):69-74, 2005). All three are shown to fail.
Leibniz took pride in the Pre-established Harmony as an account of mind-body union. On the other hand, he sometimes claimed that he did not have a good account of such a union. I explain the tension by distinguishing between two importantly different issues that concern the union: body-soul interaction and the per se unity of the composite. Furthermore, I argue that, contrary to R.M. Adams, Leibniz did have the philosophical resources to account for a per se unity of the body-soul (...) composite by invoking Aristolian scholastic solutions to that problem. (shrink)
In some places consumption of alcohol raises serious public health issues. One recent proposal for addressing these issues has been to set a minimum price at which a unit of alcohol can be sold. In this paper I argue that such a policy, while it may have substantial health benefits, is ethically problematic. This is primarily because it unfairly places considerable burdens on those already most disadvantaged in society. In addition, such policies are poorly targeted if our concern is with (...) preventing the harms drinkers pose to other people. (shrink)