In my essay, a critique of “the best secular argument against abortion” I reconstructed and criticised two versions of Don Marquis’s well-known argument against abortion. In critiquing the version I call the “essence argument”, I presented counterexamples to one of the premises in that argument. In this issue of the journal, Ezio Di Nucci takes note of the fact that I used the term “valuable future” in the premise but used the term “future like ours” in the counterexamples. Because the (...) terms are different, Di Nucci claimed that my counterexamples had no bearing on the premise and are therefore unsuccessful. The main error in Di Nucci’s objection is a failure to acknowledge that Marquis uses the terms “valuable future” and “future like ours” interchangeably. For the purpose of reconstructing Marquis’s argument, the term “valuable future” is to be taken in a sense that means the same as “future like ours”. Once this point is recognised, Di Nucci’s objection falls apart. (shrink)
La nozione di bios è una nozione-chiave della ricerca foucaultiana. Negli studi sul mondo antico, il bios appare come sostanza etica per l’esercizio, il governo e la trasformazione di sé. E’ utile indagare analogie e discontinuità tra la nozione di bios che troviamo negli ultimi corsi al Collège de France e il bios nell’accezione di “forza creatrice” comune e plurale della vita che troviamo nella precedente ricerca foucaultiana. La nozione di “modo di vita” consente di esplorare le ambivalenze che innervano (...) tale questione. Nella sua declinazione singolare-plurale, il motivo del bios solleva inoltre una riflessione sulla dimensione dell’essere in comune: l’orizzonte comune della vita comune – bios – è ricreato dalla condivisione di stili di esistenza – bioi – che tagliano in diagonale il piano delle relazioni istituzionalizzate. (shrink)
Insieme a John McDowell, Robert Brandom è uno dei filosofi emergenti della reazione al naturalismo filosofico; seguace Wilfrid Sellars, è l'autore americano che più si avvicina al dialogo con la filosofia continentale e propone una rivalutazione di Kant e Hegel nella filosofia analitica. Già allievo di Richard Rorty, Brandom è diventuo famoso con la pubblicazione di Making it Explicit. Questo ponderoso volume di 900 pagine non ha avuto però ancora una sufficiente attenzione nel dibattito filosofico italiano (a parte alcuni inteventi (...) pubblicati su Iride). Forse questo dipende in parte dalla peculiarità e difficoltà del suo approccio, in parte dalla mole stessa del citato volume. Anche per questo motivo Brandom ha presentato una serie di lezioni2 ove riprende i temi del libro maggiore e ne approfondisce alcune parti. In quanto segue si presentano i temi fondamentale di Making it Explicit, arricchiti con elementi presi dal nuovo approfondimento. (shrink)
This work presents the basic arguments and fundamental themes of the political and moral thought of the seventeenth-century philosopher, Samuel Pufendorf--one of the most widely read natural lawyers of the pre-Kantian era. Selections from the texts of Pufendorf's two major works, Elements of Universal Jurisprudence and The Law of Nature and of Nations, have been brought together to make Pufendorf's moral and political thought more accessible. The selections included have received a new English translation, the first for both works (...) in roughly sixty years. The editor, a political scientist, and the translator, a philosopher, have developed a volume that is comprehensive and representative of Pufendorf's thought without being repetitive, fragmented, or obscure. (shrink)
Sembra esserci almeno un punto di accordo tra i filosofi morali: i giudizi etici, così come li usiamo nelle nostre conversazioni quotidiane, condividono una certa aspirazione all’oggettività. Vi è invece un disaccordo piuttosto acerbo rispetto alla questione se questa aspirazione sia giustificata o non sia invece una mera pretesa. Il disaccordo filosofico riguarda, cioè, la questione se i giudizi etici debbano e possano aspirare all’oggettività. Ma ancor più fondamentale è il disaccordo rispetto ai criteri con cui valutare se questa aspirazione (...) all’oggettività sia legittima. (shrink)
Nel febbraio 1912 Wittgenstein venne ammesso al Trinity College con Russell come supervisor, e iniziò a seguire le lezioni di Moore. E’ probabile che leggesse il libretto di Moore, Ethics, pubblicato al suo arrivo a Cambridge, o che ritrovasse nelle lezioni di Moore alcune delle suggestioni presenti nel libro. Ma dopo il Tractatus Wittgenstein dedicò poco spazio alle riflessioni sull’etica e quel poco in un periodo ristretto di tempo, agli inizi degli anni ‘30, dalla Conferenza sull’etica2 alle lezioni del ’32-33. (...) Alle lezioni del 32-33 assistettero sia Alice Ambrose che George E. Moore, che ci lascianpo diversi tipi di appunti:3 Ambrose riporta frasi di Wittgenstein, Moore presenta e rielabora le sue idee. Una lettura comparata di questi appunti dà un’idea abbastanza chiara di quanto Wittgenstein in quegli anni riuscisse a fondere le sue idee sui giudizi morali con le sue idee sulla grammatica filosofica che veniva elaborando nel Big Typescript. (shrink)
This article tries to highlight the explicit political aim and the importance for our present of the thought of the «late» Michel Foucault. Through the analysis of the role that truth plays in the pagan and Christian techniques of the self, it opposes a truth that we have to discover in ourselves in order to refuse it (Christianity) or to adhere to it (ethics of authenticity) to a truth conceived as a force of transformation of logos into ethos , of (...) the discourse into a way of life. (shrink)
In his recent books under the main title “Homo sacer”, Agamben focuses on the concept of form-of-life. With this article I provide an account of the meaning of this concept, arguing that its origins can be traced back to Foucaults “Lives of infamous men”.
Samuel Alexander was one of the foremost philosophical figures of his day and has been argued by John Passmore to be one of ‘fathers’ of Australian philosophy as well as a novel kind of physicalist. Yet Alexander is now relatively neglected, his role in the genesis of Australian philosophy if far from widely accepted and the standard interpretation takes him to be an anti-physicalist. In this paper, I carefully examine these issues and show that Alexander has been badly, although (...) understandably, misjudged by most of his contemporary critics and interpreters. Most importantly, I show that Alexander offers an ingenious, and highly original, version of physicalism at the heart of which is a strikingly different view of the nature of the microphysical properties and associated view of emergent properties. My final conclusion will be that Passmore is correct in his claims both that Alexander is significant as one of the grandfather’s of Australian philosophy and that he provides a novel physicalist position. I will also suggest that Alexander’s emergentism is important for addressing the so-called ‘problem of mental causation’ presently dogging contemporary non-reductive physicalists. (shrink)
Questo volume prende in considerazione, analizza e commenta in modo critico alcune recenti interpretazioni della filosofia di Giordano Bruno, che hanno attraversato la seconda parte del '900, indirizzandone l'orizzonte di comprensione. Il testo inizia con l'interpretazione di M.A. Granada e di M. Ciliberto, per poi accedere a quella di M. Ghio e A. Ingegno. Il volume si conclude con l'analisi ed il commento dell'interpretazione fornita da W. Beierwaltes. Una piccola bibliografia bruniana conclude il testo.
This paper features a detailed philosophical classification of the four types of deists that Samuel Clarke presents in the second series of the Boyle Lectures for promoting Christianity (1705). In the course of this paper I determine, for each type of deist, the truth values of twelve important propositions, and I show that these four types of deists may be categorized as (1) ‘no-providence’, (2) ‘physical-laws-providence’, (3) ‘moral-but-no-afterlife’, and (4) ‘moral-and-afterlife’. Using an accompanying table of propositions as a visualization (...) tool, I also show that Clarke's account of these four types of deists may be thought of as ‘progressively Christian’: for each type of deist, from lower-number deists to higher-number deists, there is an increasing number of truth values that are Christian-like. (shrink)
Commentare un disegno di Steinberg è per un filosofo come commentare il lavoro di un collega (e quanto diverso, quanto più gratificante che commentare le boutade illusionistiche di un Escher e la loro spessa e fumosa simbologia). Il perché non è facile da sviscerare. In parte vorremmo dire che si tratta di disegni che parlano, ma questo non ci porta molto lontano: tutti i disegni dicono qualcosa, in parte. Vorremmo forse anche dire che si tratta di disegni che danno da (...) pensare, ma anche questa caratterizzazione lascia il tempo che trova se non si offre una qualche spiegazione di come ciò avvenga. E la spiegazione rischia di essere aneddotica, di parlare più di colui che la cerca che non del disegno stesso. (shrink)
Logic and Knowledge -/- Editor: Carlo Cellucci, Emily Grosholz and Emiliano Ippoliti Date Of Publication: Aug 2011 Isbn13: 978-1-4438-3008-9 Isbn: 1-4438-3008-9 -/- The problematic relation between logic and knowledge has given rise to some of the most important works in the history of philosophy, from Books VI–VII of Plato’s Republic and Aristotle’s Prior and Posterior Analytics, to Kant’s Critique of Pure Reason and Mill’s A System of Logic, Ratiocinative and Inductive. It provides the title of an important collection of papers (...) by Bertrand Russell (Logic and Knowledge. Essays, 1901–1950). However, it has remained an underdeveloped theme in the last century, because logic has been treated as separate from knowledge. -/- This book does not hope to make up for a century-long absence of discussion. Rather, its ambition is to call attention to the theme and stimulating renewed reflection upon it. The book collects essays of leading figures in the field and it addresses the theme as a topic of current debate, or as a historical case study, or when appropriate as both. Each essay is followed by the comments of a younger discussant, in an attempt to transform what might otherwise appear as a monologue into an ongoing dialogue; each section begins with an historical essay and ends with an essay by one of the editors. -/- Carlo Cellucci is Emeritus Professor of Philosophy at the University of Rome ‘La Sapienza,’ Italy. He is currently completing a book entitled, Remaking Logic: What is Logic Really? -/- Emily Grosholz is Professor of Philosophy at the Pennsylvania State University, USA. She is the author of Representation and Productive Ambiguity in Mathematics and the Sciences (Oxford University Press, 2007). -/- Emiliano Ippoliti is a Research Fellow at the University of Rome ‘La Sapienza,’ Italy. His main interests are heuristics, the logic of discovery, and problem-solving. He is currently working on a book, Ampliating Knowledge: Data, Hypotheses and Novelty. -/- TABLE OF CONTENTS -/- Foreword .................................................................................................... ix Acknowledgements ................................................................................. xxv -/- Section I: Logic and Knowledge -/- Chapter One................................................................................................. 3 The Cognitive Importance of Sight and Hearing in Seventeenthand Eighteenth-Century Logic (Mirella Capozzi) Discussion .............................................................................................. 26 (Chiara Fabbrizi) Chapter Two .............................................................................................. 33 Nominalistic Content (Jody Azzouni) Discussion ............................................................................................... 52 (Silvia De Bianchi) Chapter Three ............................................................................................ 57 A Garden of Grounding Trees (Göran Sundholm) Discussion.......................................................................................... .. 75 (Luca Incurvati) Chapter Four .............................................................................................. 81 Logics and Metalogics (Timothy Williamson) Discussion.......................................................................................... 101 (Cesare Cozzo) Chapter Five ............................................................................................ 109 Is Knowledge the Most General Factive Stative Attitude? (Cesare Cozzo) Discussion.......................................................................................... 117 (Timothy Williamson) Chapter Six .............................................................................................. 123 Classifying and Justifying Inference Rules (Carlo Cellucci) Discussion.......................................................................................... 143 (Norma B. Goethe) -/- Section II: Logic and Science -/- Chapter Seven.......................................................................................... 151 The Universal Generalization Problem and the Epistemic Status of Ancient Medicine: Aristotle and Galen (Riccardo Chiaradonna) Discussion.......................................................................................... 168 (Diana Quarantotto) Chapter Eight........................................................................................... 175 The Empiricist View of Logic (Donald Gillies) Discussion.......................................................................................... 191 (Paolo Pecere) Chapter Nine............................................................................................ 197 Artificial Intelligence and Evolutionary Theory: Herbert Simon’s Unifying Framework (Roberto Cordeschi) Discussion.......................................................................................... 216 (Francesca Ervas) Chapter Ten ............................................................................................. 221 Evolutionary Psychology and Morality: The Renaissance of Emotivism? (Mario De Caro) Discussion.......................................................................................... 232 (Annalisa Paese) Chapter Eleven ........................................................................................ 237 Between Data and Hypotheses (Emiliano Ippoliti) Discussion.......................................................................................... 262 (Fabio Sterpetti) -/- Section III: Logic and Mathematics -/- Chapter Twelve ....................................................................................... 273 Dedekind Against Intuition: Rigor, Scope and the Motives of his Logicism (Michael Detlefsen) Discussion.......................................................................................... 290 (Marianna Antonutti) Chapter Thirteen...................................................................................... 297 Mathematical Intuition: Poincaré, Polya, Dewey (Reuben Hersh) Discussion.......................................................................................... 324 (Claudio Bernardi) Chapter Fourteen ..................................................................................... 329 On the Finite: Kant and the Paradoxes of Knowledge (Carl Posy) Discussion.......................................................................................... 358 (Silvia Di Paolo) Chapter Fifteen ........................................................................................ 363 Assimilation: Not Only Indiscernibles are Identified (Robert Thomas) Discussion.......................................................................................... 380 (Diego De Simone) Chapter Sixteen ....................................................................................... 385 Proofs and Perfect Syllogisms (Dag Prawitz) Discussion.......................................................................................... 403 (Julien Murzi) Chapter Seventeen ................................................................................... 411 Logic, Mathematics, Heterogeneity (Emily Grosholz) Discussion.......................................................................................... 427 (Valeria Giardino) -/- Contributors........................................................................................ ..... 433 Index............................................................................................... ......... 437 -/- Price Uk Gbp: 49.99 Price Us Usd: 74.99 -/- Website: http://www.c-s-p.org/Flyers/Logic-and-Knowledge1-4438-3008-9.htm. (shrink)
Le argomentazioni presentate in questo volume costituiscono il primo contributo dell’autore al progettato compito di un’analisi e commento completi e puntuali dei principali testi filosofici di Giordano Bruno. Iniziando con il "De umbris idearum" e procedendo con le prime opere in latino, l’autore intende svelare le basi teoretiche della prima speculazione bruniana, destinate ad essere riprese, ampliate ed approfondite nei testi successivi, i "Dialoghi Italiani", così come, in una originale prospettiva atomistica, in quelli latini delle ultime fasi. Il "De umbris (...) idearum" costituisce in questa prospettiva il testo base della difficile e complessa speculazione bruniana: assolutamente lontano – come del resto indicato dalle esplicite affermazioni del filosofo di Nola – dall’impiego pragmatico e retorico della tradizionale arte della memoria, esso piuttosto costruisce progressivamente uno spazio di riflessione di natura ontologica, metafisica e teologica, con influssi sulle considerazioni razionali e naturali. In questo modo l’arte di memoria bruniana diventa la memoria di un arte filosofica civile, la necessità del ricordo di una possibilità del pensiero e della prassi incardinata sulla presenza di un plesso centrale creativo e dialettico, che progressivamente consente l’inserimento della principale innovazione escogitata dalla filosofia bruniana: il concetto (con la relativa prassi) dell’infinito. Direttamente tematizzato nei dialoghi in italiano, il concetto creativo e dialettico dell’infinito bruniano separa progressivamente l’autore nolano dalla tradizione neoplatonico-aristotelica, definendo in tal modo uno schema interpretativo della realtà diverso ed opposto rispetto a quello che – oltre l’apparente rivoluzionarietà della scienza moderna – ha innervato i principali sviluppi della civiltà occidentale moderna e contemporanea. (shrink)
Double-entry accounting, with its method for the objective calculation of profits and system of capital accounting, is often seen as closely linked with our modern-day system of capitalism. Questions regarding the role of profits are at the center of many debates on "business ethics." Luca Pacioli, a 15th century Franciscan friar, is recognized as the "father of accounting" because he published the first description of the double-entry system. However, Pacioli's "ethical" views have not been as broadly recognized. The main (...) purpose of this paper is to present and discuss Pacioli's views on the conduct of business enterprise and the pursuit of business profits. (shrink)
Il volume raccoglie il lavoro di ricerca, di analisi e di commento, dedicati ai "Dialoghi Italiani" di Giordano Bruno, che è stato presentato quale tesi di dottorato in filosofia presso l'Università degli studi di Padova, nel febbraio del 2002. Il testo comprende un confronto fra la tradizione dei testi aristotelici della "Metafisica", "Fisica" e "Il cielo" ed i testi in volgare di Giordano Bruno, analizza i testi bruniani giungendo alla scoperta del principio dell'infinito creativo e doppiamente dialettico e presenta una (...) panoramica delle principali interpretazioni fornite al pensiero bruniano durante l'800 ed il '900. (shrink)
Il filosofo britannico Alfred North Whitehead—autore, insieme a Bertrand Russell, di quei Principia Matematica da cui è scaturita gran parte della logica del ventesimo secolo—una volta scrisse che l’intera tradizione filosofica europea potrebbe essere letta come una lunga serie di note in calce alle opere di Platone. Tra i filosofi europei vi è poi chi ha affermato che tutta l’opera di Platone potrebbe leggersi come una serie di note in calce ad Anassimandro. Quindi, per l’irresistibile transitività delle note alle note, (...) tutta la filosofia europea si ridurrebbe a un commentario di un solo autore presocratico, dei cui scritti peraltro ci è rimasta una sola frase intera. E poiché l’autore in questione era diretto discepolo di quel Talete di Mileto che molti considerano il primo vero filosofo dell’antichità, e dei cui scritti non ci resta nemmeno una frase, se ne potrebbe concludere che l’intera storia della filosofia europea non è altro che un paradossale sforzo esegetico, un esercizio di ermeneutica impossibile in cui le menti migliori si sarebbero cimentate nell’interpretazione di testi perduti o addirittura inesistenti. (shrink)
The notions of Di (Emperor), Shangdi (God in heaven), and Tian (Heaven) were endowed with a variety of meanings and were used to refer to different objects of worship in ancient Chinese religion. In different eras, Di referred to the earthly emperor as well as to the heavenly emperor; Tian referred to the physical sky as well as to a supreme personal god in different contexts. Hegel oversimplified these three notions when he characterized ancient Chinese religion as a kind of (...) natural religion. This article aims to clarify Hegelâs misunderstanding of ancient Chinese religion by clarifying the meanings and references of these three notions as they appeared in the Yin-Shang and the Zhou Dynasties. (shrink)
Le argomentazioni presentate in questo testo costituiscono le conclusioni ultime e definitive di un lavoro di ricerca, che ha investito l’insieme dei "Dialoghi Italiani", riuscendo a reperire ed a far emergere quello che pare il nucleo più profondo ed importante – il vero e proprio elevato fondamento – della speculazione bruniana: la presenza attiva di un concetto triadico teologico-politico – il "Padre", il "Figlio" e lo "Spirito" della tradizione trinitaria cristiana – però riformulato attraverso il capovolgimento rivoluzionario di questa stessa (...) tradizione, attuato attraverso il concetto creativo e dialettico dell’infinito. In questo modo la stessa tradizione platonica pare subire una trasformazione essenziale, abbandonando qualunque forma di alienazione e negazione, per riaprirsi invece verso soluzioni che paiono riprendere moniti ed osservazioni suscitati dalle prime, grandi e maestose, speculazioni dei filosofi presocratici. Talete, Anassimandro, Anassimene, Parmenide, Eraclito ed Empedocle sembrano rivivere nei testi bruniani, riproponendo una soluzione ben diversa a quei nodi e problemi teoretico-pratici – fondamentale il rapporto Uno-molti e tutto ciò che da esso consegue, sia sul piano naturale che politico – apparentemente risolti e codificati dal pensiero postsocratico, prima platonico e poi aristotelico. L’inscindibilità del principio di libertà (la figura teologica del "Padre") ed eguaglianza (il "Figlio"), attraverso il richiamo alla fonte amorosa infinita ed universale (lo "Spirito"), consente alla riflessione bruniana di presentare per la prima volta nel panorama filosofico mondiale di tutti i tempi la possibilità di salvaguardare sia l’aspetto creativo naturale, che la diversità politica, presentando nel contempo un concetto di ragione capace di esprimere un movimento infinito sempre aperto ed attento alla molteplicità. In questa liberazione della potenza e della volontà dalle strettoie ordinate e gerarchiche della tradizione il pensiero e la riflessione di Giordano Bruno danno inizio alla modernità, ripresentandosi quale mirabile soluzione ogni qual volta potere e violenza paiono assestarsi e reciprocamente incrementarsi, in un circolo apparentemente indistruttibile. Allora i capitoli di questo libro – attraverso l’analisi di concetti importanti nella filosofia bruniana, quali quelli del desiderio e dell’immaginazione, della materia e della ragione – riattraversano la storia della definizione filosofica delle entità reali più importanti – Dio, Natura, Ragione, Uno – per mostrare un’opposizione fondamentale: l’opposizione fra la fusione speculativa apportata dal pensiero neoplatonico-aristotelico (antico, moderno e contemporaneo), attenta alla difesa della necessità ordinata di un mondo unico, e la liberazione speculativo-pratica bruniana, attenta a far rivivere la coscienza dell’infinito, in noi e fuori di noi. (shrink)
This book examines the role of Samuel Beckett in contemporary philosophical aesthetics, primarily through analysis of both his own essays and the various ...
La meccanica quantistica è una delle più grandi conquiste intellettuali del xx secolo. Le sue leggi regolano il mondo atomico e subatomico e si riverberano su una miriade di fenomeni del mondo macroscopico, dalla formazione dei cristalli alla superconduttività, dalle proprietà dei fluidi a bassa temperatura agli spettri di emissione di una candela che brucia o di una supernova che esplode, dai meccanismi di combustione della fornace solare ai principi di base delle nanotecnologie. Non c’è quasi nulla nel mondo che (...) ci circonda su cui non soffi l’alito delle leggi quantistiche. Tuttavia, per come è usualmente presentata nei libri di testo, la meccanica quantistica è sostanzialmente un’insieme di regole per calcolare le distribuzioni di probabilità dei risultati di qualunque esperimento (nel dominio di validità della meccanica quantistica). In quanto tale, non ci fornisce direttamente una descrizione della realtà. Una descrizione della realtà, cioè un’ontologia, dovrebbe dirci che cosa c’è nel mondo e come si comporta, quali sono i processi che si realizzano a livello microscopico e, di conseguenza, fornirci una spiegazione del formalismo quantistico. (shrink)
Quasi al termine della seconda guerra mondiale, alcuni ufficiali tedeschi diedero l’ordine di abbattere le storiche torri di San Gimignano; tutto pareva ormai deciso, quando un gruppo di civili riuscì con successo a ritardare l’esecuzione fino all’arrivo delle truppe alleate. Grazie a quei civili, le torri di San Gimignano sono ancora ben visibili a tutti, meta ogni anno di numerosi turisti; ma che cosa dire della possibilità che oggi esistessero soltanto le loro macerie? Esse rientrano in quella classe di cose (...) che chiamerò oggetti possibili, ovvero sono oggetti che avrebbero potuto esistere, ma per un qualche motivo non sono esistiti. Proprio di essi parlerò nelle prossime pagine, cercando di capire quale sia il loro statuto ontologico e in quale modo possiamo parlarne usando le espressioni del nostro linguaggio.1 Come vedremo, ci sono varie teorie che spiegano cos’è un oggetto possibile, tra loro anche molto diverse. Compito di ciascuna è quello di motivare e, se necessario, rendere plausibile una scelta filosofica. Quindi, ogni teoria degli oggetti possibili, attribuirà loro un preciso statuto ontologico e provvederà una semantica delle espressioni del linguaggio naturale sulla possibilità. Nelle poche pagine che seguono però, non scenderò nei dettagli di tutte le teorie della possibilità; piuttosto, ne considererò una particolarmente controversa e singolare: quella sostenuta da David K. Lewis. (shrink)
Secondo un recente bilancio della filosofia del Novecento di Rossi e Viano, nel nostro secolo «il successo maggiore è toccato alle dottrine filosofiche che si sono proposte di offrire alternative alla conoscenza tecnico-scientifica e che sostengono la possibilità di alleggerire i vincoli che il sapere positivo porrebbe al modo di pensare e ai progetti di azione»2. Tali dottrine prospettano un ritorno all’antica metafisica, a cui «si ricorre non come a una forma di sapere sistematico, bensì come alla testimonianza di una (...) possibilità di pensare qualcosa che vada al di là del sapere positivo»3. Perciò il Novecento si è concluso con la vittoria, se non del «duro conservatorismo di Heidegger», almeno di «un più blando tradizionalismo, che si limita a sostenere il primato della cultura umanistica tradizionale rispetto alla cultura tecnico-scientifica»4. Per Rossi e Viano la filosofia del Novecento ha avuto questo esito poiché è risultata insostenibile la convinzione, diffusa nella filosofia analitica all’inizio degli anni Trenta, «che la filosofia avesse imboccato la strada giusta per inserirsi nel mondo del sapere scientifico specializzato»5. Dopo «che si era affermata la specializzazione del sapere, la filosofia aveva cercato di stabilire una posizione di dominio legandosi a quelle che erano sembrate le discipline titolari di un qualche primato: ora a quelle matematiche, ora a quelle naturalistiche, ora a quelle storiche»6. Essa, inoltre, aveva cercato di accreditare l’idea che l’analisi logica delle teorie scientifiche fosse comunque lo strumento più attendibile per fare filosofia. Questo tentativo della filosofia analitica, però, è fallito, e così nella cultura contemporanea è diventato chiaro che non «ci sono legami particolarmente stretti tra la filosofia e qualche scienza particolare»7. Insieme all’idea che esistesse un legame privilegiato tra la filosofia e qualche scienza particolare, «la cultura filosofica del Novecento respingeva anche l’idea che l’analisi logica delle teorie scientifiche fosse comunque lo strumento più attendibile per fare filosofia»8.. (shrink)
La discussione generale sulla filosofia della scienza contemporanea è complicata dal numero e dall’eterogeneità delle scienze, mentre lo studio di temi specifici porta inevitabilmente a dissertazioni specialistiche che mancano nel dare ragione della trama di senso sottostante. Questo Piccolo trattato di epistemologia intende occupare uno spazio vuoto, proponendo alcuni temi chiave per la comprensione dei meccanismi alla base della conoscenza scientifica: i rapporti tra filosofia e scienze, siano esse naturali o umane; la complessa relazione tra fatti e valori; la distinzione (...) tra scoperta e giustificazione; la necessità di un discorso etico sulla ricerca, che chiami in causa categorie come fiducia, empatia, altruismo ed egoismo. Con un approccio chiaro e rigoroso, il volume intende rivolgersi a quell’ampia fascia di pubblico interessata alle tematiche centrali dell’epistemologia, della filosofia e delle scienze. (shrink)
Le relazioni spaziali tra gli oggetti che ci circondano nel nostro microcosmo quotidiano o nel macroambiente delle posizioni geografiche e le proprietà spaziali di tali oggetti, come forma e dimensione, sono un soggetto di ricerca privilegiato per quei settori delle scienze cognitive che mirano a rappresentare fedelmente le competenze degli agenti umani. Gran parte del nostro comportamento è descrivibile in termini spaziali: pianifi- chiamo azioni, cerchiamo di eseguirle secondo i nostri piani (eventualmente superando ostacoli imprevisti), ne controlliamo lo svolgimento attraverso (...) un sofisticato sistema percettivo che, evidentemente, dispone di una componente non secondaria per la rappresentazione spaziale e il riconoscimento delle forme. Questi comportamenti spesso sono coadiuvati da ragionamenti e deduzioni («Se Paolo è a destra di Matteo e a sinistra di Holly, allora Holly è a destra di Matteo», «Se il cucchiaio è nella tazza e la tazza è nella credenza, il cucchiaio è nella credenza»). La stessa interpretazione del linguaggio naturale richiede un’adeguata semantica per le espressioni spaziali, presenti non solo nel lessico ma anche, significativamente, nel sistema delle preposizioni (“in”, “su”, “tra”). Allorché quindi si cerca di rendere esplicito questo complesso sistema di competenze, si vorrebbe—idealmente—fondere le diverse componenti (pianificazione, azione, percezione, ragionamento deduttivo, linguaggio naturale) in un quadro unitario e armonico. Se ci si chiede di accertare se il cucchiaio è nella credenza, abbiamo bisogno di comprendere quello che ci vien chiesto, di progettare un’azione di verifica, di osser- vare una certa relazione spaziale, di inferire una certa conclusione, e il contenuto di queste diverse competenze deve poter fluire dall’una all’altra attività mantenendosi (abbastanza) invariato. Naturalmente i contributi al progetto di una rappresentazione adeguata delle competenze spaziali vengono da settori diversi e spesso di difficile armonizzazione —logica, matematica, filosofia, psicologia della percezione, neurofisiologia, semantica (vedi l’ampia selezione di contributi in [10]).. (shrink)
Le relazioni spaziali tra gli oggetti che ci circondano nel nostro microcosmo quotidiano o nel macroambiente delle posizioni geografiche e le proprietà spaziali di tali oggetti, come forma e dimensione, sono un soggetto di ricerca privilegiato per quei settori delle scienze cognitive che mirano a rappresentare fedelmente le competenze degli agenti umani. Gran parte del nostro comportamento è descrivibile in termini spaziali: pianifi- chiamo azioni, cerchiamo di eseguirle secondo i nostri piani (eventualmente superando ostacoli imprevisti), ne controlliamo lo svolgimento attraverso (...) un sofisticato sistema percettivo che, evidentemente, dispone di una componente non secondaria per la rappresentazione spaziale e il riconoscimento delle forme. Questi comportamenti spesso sono coadiuvati da ragionamenti e deduzioni («Se Paolo è a destra di Matteo e a sinistra di Holly, allora Holly è a destra di Matteo», «Se il cucchiaio è nella tazza e la tazza è nella credenza, il cucchiaio è nella credenza»). La stessa interpretazione del linguaggio naturale richiede un’adeguata semantica per le espressioni spaziali, presenti non solo nel lessico ma anche, significativamente, nel sistema delle preposizioni (“in”, “su”, “tra”). Allorché quindi si cerca di rendere esplicito questo complesso sistema di competenze, si vorrebbe—idealmente—fondere le diverse componenti (pianificazione, azione, percezione, ragionamento deduttivo, linguaggio naturale) in un quadro unitario e armonico. Se ci si chiede di accertare se il cucchiaio è nella credenza, abbiamo bisogno di comprendere quello che ci vien chiesto, di progettare un’azione di verifica, di osser- vare una certa relazione spaziale, di inferire una certa conclusione, e il contenuto di queste diverse competenze deve poter fluire dall’una all’altra attività mantenendosi (abbastanza) invariato. (shrink)
The essay analyses the chief meanings of the idea of equality both in the natural law theory and in the theological thought of Samuel Pufendorf, as well as his criticism to the Hobbesian conception of equality, utilitaristically founded. In his natural law Theory Pufendorf, unlike Hobbes, conceives equality not as equality in capacity, but as juridical equality ( aequalitas juris ). Equality, the second of the three duties to one another, prescribes to every man to treat every other as (...) his equal by nature, respecting his dignity as he is an equally rational and free human being. Equality is also interpreted by Pufendorf both as the equal right and power to self-preservation and as men's equal subjection to the natural law. In his main theological work Pufendorf, on the contrary, takes his idea of equality from the Lutheran thesis of the universal priesthood of all the faithful. (shrink)
Kleene comincia la sezione §60 di Introduction to metamathematics considerando la questione se la matematica informale, e specialmente la teoria intuitiva dei numeri sia formalizzabile. Il classico teorema di G¨.
Super-substantivalism is the thesis that space is identical to matter; it is currently under discussion ? see Sklar (1977, 221?4), Earman (1989, 115?6) and Schaffer (2009) ? in contemporary philosophy of physics and metaphysics. Given this current interest, it is worth investigating the thesis in the history of philosophy. This paper examines the super-substantivalism of Samuel Alexander, an early twentieth century metaphysician primarily associated with (the movement now known as) British Emergentism. Alexander argues that spacetime is ontologically fundamental and (...) it gives rise to an ontological hierarchy of emergence, involving novel properties such as matter, life and mind. Alexander's super-substantivalism is interesting not just because of its historical importance but also because Alexander unusually attempts to explain why spacetime is identical to matter. This paper carefully unpacks that explanation and shows how Alexander is best read as conceiving of spacetime as a Spinozistic substance, worked upon by evolution. (shrink)
In this paper we study the notion of forcing for Łukasiewicz predicate logic (Ł∀, for short), along the lines of Robinson’s forcing in classical model theory. We deal with both finite and infinite forcing. As regard to the former we prove a Generic Model Theorem for Ł∀, while for the latter, we study the generic and existentially complete standard models of Ł∀.
RINGRAZIAMENTI Questo libro è l'ampliamento e la prosecuzione della prima parte della tesi per il conseguimento del titolo di dottore di ricerca da me ...
Il passo della Retorica (1358 a 10-21) dove è introdotta la distinzione óo e i' è uno dei più controversi dell'opera aristotelica. Il presente lavoro propone un chiarimento della natura e del ruolo di óo e i' nella costruzione di un'argomentazione dialettico-retorica. Tale chiarimento viene presentato attraverso un confronto tra Topici e Retorica che, se pur espressamente evidenziato da Aristotele stesso, sembra essere stato trascurato da quanti si sono occupati dell'esegesi di tale sezione della Retorica.
Giulio Preti’s third book, Praxis ed empirismo, appeared in 1957. The present paper, written on the occasion of 50 years since its publication, deals with its first chapter, in which the extraction of basic ideas of logical empiricism, pragmatism and historical materialism leads to a Program for a democratic culture pivoting on the role of scientific education. The main tenets of this Program are listed and the resulting role of philosophy, as “philosophy of culture”, is analysed and discussed.
Viviamo in un mondo tutt’altro che simmetrico. Luca ama Lara, ma lei lo detesta. I ricchi sfruttano i poveri e i belli deridono i brutti, mai viceversa. Chi parla non ascolta, chi ascolta non parla. Anche l’economia è asimmetrica: raramente gli agenti di mercato condividono le medesime informazioni sui beni di scambio, e mentre il venditore tende a tacere la vera natura dei propri prodotti (mai provato a comprare un’auto usata?) il compratore che fiuta l’affare non è da meno (...) (direste forse al mercante che la crosta che vuol svendervi potrebbe essere un Corot?) L’economista Joseph Stiglitz ha vinto il Nobel 2001 proprio0sulla teoria dei «macinini usati». E poi c’è la guerra, questa guerra che ci inquieta proprio per le inedite asimmetrie degli schieramenti: gli obiettivi appaiono diversi, le strategie incomparabili, i valori e principi ispiratori brutalmente dissonanti. «Contrastare la forza dell’avversario facendo leva sulle sue debolezze», diceva Sun Tzu. Ed ecco che al Pentagono ci si ritrova a riflettere sul paradosso di uno scenario strategico in cui la superiorità militare del Golia statunitense teme il colpo della fionda nemica. E si battezza la «guerra asimmetrica». (shrink)
L’attribuzione di un valore di verità definito a un’asserzione d’identità, sincronica o diacronica, è spesso alla base di profonde controversie filosofiche. Consideriamo i casi seguenti: (1) Dati: All’alba si vede un solo pianeta; nelle prime ore della sera si vede un solo pianeta. Domanda: Il pianeta che si vede all’alba è lo stesso che si vede di sera? (2) Dati: Luca sta visitando la chiesa; Elena sta visitando il campanile. Domanda: Luca ed Elena stanno visitando lo (...) stesso edificio? (shrink)
Le colombe dello scettico focuses on Nietzsche's dealings with consciousness during his middle and late years, from 1880 to 1888. The investigation that Luca Lupo carries on in this book is exhaustive and quite useful in the field of Nietzsche studies, since it concerns a tricky topic that until now has not been taken as the subject of a complete study. The reason why dealing with this subject is not so easy is that the notion of consciousness can only (...) be found in a few passages of Nietzsche's published works, and he never gives a complete treatment of it. This is a problem that involves many other topics of Nietzsche's writings, but in the case of the notion of consciousness it is most evident that his thinking .. (shrink)
This essay begins by considering Samuel Fuller's 1963 film Shock Corridor as a model of schizo-violence – a disorganised violence that eludes the Oedipal, moralising binary of action and reaction, and instead opens up the violent action to multiple becomings outside Oedipal and nationalistic framings. Through the de-Oedipalisation of the violent events punctuating American history, Shock Corridor performs a schizoanalytic model of desire capable of giving free rein to the force of traumatic affections. The latter part of the discussion (...) situates Fuller's film and the contemporary US military machine as diametrically opposed in their approaches to what we might call ‘the affective politics of war’. Several contemporary scenarios revolving around both actual war violence and Kathryn Bigelow's film The Hurt Locker (2008) serve to show how the schizophrenising operations of the brain itself constitute the greatest obstacle in the military's efforts to contain or repress the traumatic affections generated by violence and war. (shrink)
In this article, I discuss how Samuel Stanhope Smith advanced Reidian themes in his moral philosophy and examine their reception by Presbyterian revivalists Ashbel Green, Samuel Miller, and Archibald Alexander. Smith, seventh president and moral philosophy professor of the College of New Jersey (1779–1812), has received marginal scholarly attention regarding his moral philosophy and rational theology, in comparison to his predecessor John Witherspoon. As an early American philosopher who drew on the ideals of the Scottish Enlightenment including Common (...) Sense philosophy, Smith faced heightened scrutiny from American revivalists regarding the danger his epistemology presented to the institution of religion. The Scottish School of Common Sense was widely praised and applied in nineteenth-century American moral philosophy, but before the more general American acceptance of Common Sense, Smith already appealed to Reidian themes in his methodology and treatment of external sensations, internal sensations, intellectual powers, and active powers of the human mind. In this paper, I argue that Smith's use of Reidian themes for grooming his student's morality conflicted with the educational expectations from revivalists on Princeton's board of trustees who demanded more attention on orthodox theology. I identify Smith's notions of causation, liberty, and the moral faculty as primary reasons for this tension over Princeton's educational purpose during the first decade of the nineteenth century. (shrink)
Alcuni commentatori della filosofia di Smith hanno osservato che la relazione tra la sua teoria morale e le sue credenze teologiche è “estremamente difficile da districare”1 . Una ragione ovvia di questo sta nel fatto che in nessuna delle opere di Smith troviamo una qualche discussione dettagliata di questioni teologiche sia di natura metafisica che morale. Non è perciò possibile usare altri scritti di Smith come strumento per chiarire le sue concezioni nella Theory of Moral Sentiments 2a proposito della relazione (...) tra etica e religione 3. Al di là di questo, i dati biografici sulla vita di Smith e i suoi atteggiamenti e pratiche religiose non risolvono tale questione in un senso o nell’altro. Le evidenze disponibili, come generalmente presentate , suggeriscono che sebbene Smith non era completamente ortodosso secondo i criteri dei contemporanei , non ha manifestato però orientamenti e impegni che fossero evidentemente o significativamente irreligiosi. (shrink)
È una credenza diffusa che i marchi di origine (DOCG, DOC, DOP, IGT, IGP e PAT, rispettivamente: di origine controllata e garantita; di origine controllata; di origine protetta; indicazione geografica tipica; indicazione geografica protetta; prodotti agroalimentari tradizionali) siano di grande utilità sia per i consumatori che per i produttori: certificando l’origine e il metodo di produzione di un prodotto, essi ne garantiscono una certa qualità di fronte al consumatore. Ma è proprio così? Che cosa giustifica l’introduzione di un marchio di (...) origine? Quanto sostengo qui di seguito è che, sebbene non credo si possa negare che i marchi di origine segnalino anche una certa qualità di un prodotto, forse non sono il modo migliore per farlo. Di fatto, per il consumatore, i marchi non garantiscono niente che vada oltre alla qualità richiesta affinché la certificazione venga rilasciata; ma, al contempo, in quanto forme di protezionismo, favoriscono certi produttori, prevenendo l’utilizzo della denominazione a chi offre un prodotto di qualità analoga o superiore, ma provienente da una zona priva di tradizioni. In altre parole: se vi sono prodotti equiparabili per qualità e gusto ad un dato prodotto di origine, e possibilmente più economicamente vantaggiosi, il consumatore non avrà modo di accorgersene dalla sola nomenclatura. Quindi: i marchi di origine sono (talvolta) un ostacolo all’acquisto e al godimento dei prodotti migliori al miglior prezzo. Talvolta: questo deve essere ben sottolineato, poiché in certi casi (per esempio quello dei PAT) il prodotto certificato dal marchio ha un mercato talmente di nicchia da costituire un tuttuno tra qualità e origine. (Si potrebbe aggiungere che le certificazioni dei marchi non sono sempre ottenute attraverso procedure affidabili. Non insisterò oltre su questo punto, per il quale si rimanda a: Paolo Conti, La leggenda del buon cibo italiano e altri miti alimentari contemporanei, Fazi Editore, 2006; Peter Singer e Jim Mason: The Way We Eat.. (shrink)
Oggi il libro elettronico imita il libro a stampa come i primi incunaboli imitavano i manoscritti, l’esplosione delle modalità di comunicazione elettroniche è altrettanto rivoluzionaria di quello che fu l’invenzione della stampa a caratteri mobili centinaia di anni fa, e il lettore contemporaneo ha altrettante difficoltà ad assimilare gli e-book di quante ne ebbero i lettori del Quattrocento a familiarizzare con gli incunaboli. Siamo in un periodo nel quale testo a stampa e testo digitale coesistono e sicuramente continueranno a farlo (...) per qualche altro tempo ancora. Non pretendiamo dunque a tutti i costi di analizzare in termini dualistici ( o carta o digitale ) un fenomeno che è ancora in corso e basandoci invece su quello che ci insegna la storia del libro proviamo piuttosto a riconoscere che oggi stiamo assistendo a un cambiamento che almeno per un verso è effettivamente inedito perché, per la prima volta nella storia, avviene simultaneamente su più piani, con la trasformazione contemporanea del supporto della scrittura, della tecnica della sua riproduzione, delle modalità della sua diffusione e infine dei modi di leggere. Tutto il circuito della comunicazione editoriale classicamente intesa è messo in discussione e con il digitale il mercato librario è destinato a crescere, ma attraverso una grande mutazione delle sue logiche di funzionamento. Today, the e-book imitate the printed book exactly as the first incunabula once imitated the manuscripts; the explosion of the electronic communication is just as revolutionary as it was the invention of the movable type printing hundreds of years ago; and the contemporary reader is facing, with the e-book, the same difficulty than the readers of the fifteenth century have had with the incunabula. We are in a period in which paper and digital definitely coexist and they surely will continue to do it for a few more years to come. So, rather than insisting on analyze in dualistic terms (or paper or digital) a phenomenon that is still in progress, and relying instead on what we learn from the history of the book, we should try to recognize that today we are witnessing a change that at least in one way is actually different because, for the first time in history, it takes place at the same time on several levels, with the simultaneously transformation of the writing's media , the technique of its reproduction, the way of its spread , and finally the practice of reading . The classic communication circuit is being revisited, and the editorial market is meant to grow in the digital era, but throughout a big change in its behavior. (shrink)
La diffusione del libro nel Medioevo potrebbe essere riletta alla luce di una metafora attuale sebbene non scevra di aspetti dialettici: quella della “rete”. All’ubicazione spazio-temporale del libro nei monasteri medievali, contraddistinta da fisicità e permanenza, si sotituisce oggi un formato digitale e virtuale, che porta ad una sorta di decontestualizzazione e alla continuità del flusso di informazioni, contribuendo alla diffusione capillare del sapere. L’ottica di universalità e globalità accomuna tuttavia entrambe le epoche. Alcuni concetti-chiave dell’informatica potrebbero infatti declinarsi in (...) ambito medievale: Server-Client per la raccolta, la conservazione e la trasmissione delle conoscenze da parte dei monasteri, quali centri del sapere in Europa, agli uomini di cultura; Firewall, per alludere alla necessità di tutelare i manoscritti, mediante la copiatura e la diffusione dei codici; Community, ad indicare non solo la comunità religiosa o monastica in senso stretto, bensì l’apertura ad una costruzione del sapere mediante un’azione partecipativa. I problemi dell’autenticità delle fonti, dell’acriticità delle informazioni e la pratica delle citazioni trovano un precedente significativo nelle Sententiae di Pietro Lombardo: una sorta di “biblioteca virtuale” grazie alla collezione di passi dalla Sacra Scrittura e da fonti latine e greche, paragonabile a un moderno modello enciclopedico di sapere. The diffusion of the book in the Middle Ages could be critically read through a modern metaphor: the “net”. The space-temporal coordinates of the book shift from being physical and permanent in the Medieval monasteries, to being de-contextualized and continue in the flow of information of digital and virtual format. However the universal and global perspective is common to the contemporary and the Medieval periods. In fact some key-words of computer science could be applied to the Medieval context: Server-Client, for the collection, the preservation and the transmission of knowledge from monasteries, as cultural centers in Medieval Europe, to men of culture; Firewall, for the necessary protection of manuscripts, through copying and diffusing codes; Community, referred not only to the monastic and religious groups, but also to an open sharing of the building of knowledge. Problems like the authenticity of the sources, the lack of criticality in the reception of data, and the practice of quotations are well represented in Peter Lombard’s Sententiae: this work can be compared to a modern encyclopedia thanks to the collection of passages from the Holy Scripture and from Latin and Greek sources, as well as a “virtual library”. (shrink)
Note: This is not an ad hoc change at all. It’s simply the natural thing say here – if one thinks of F as a generalization of classical logical entailment. The extra complexity I had in my original (incorrect) definition of F was there because I was foolishly trying to encode some non-classical, or “relavant” logical structure in F. I now think this is a mistake, and that I should go with the above, classical account of F. Arguments about relevance (...) logic need to be handled in a different way (and a different context!). And, besides, as Luca Moretti has shown (see below), the original definition of F cannot be the right basis for C ! OK, now on to C. (shrink)
Il brano del "Fedro" (269el-270c5) in cui è menzionato Ippocrate e il suo metodo è uno dei più controversi dell'opera platonica. Alcuni studiosi si sono serviti degli scolî antichi al dialogo, tramandati sotto il nome del neoplatonico Ermia (V sec. d. C.), per sostenere che il metodo in questione non implica un'indagine preliminare dell'universo. È tuttavia utile (oltreché finora intentato) ripercorrere quanto l'esegeta neoplatonico dice a proposito dell'intero brano in questione per constatare come egli, al contrario, ne fornisca un'interpretazione cosmologica, (...) sulla base della significazione tecnica di ἡ ὅλη ψυχή come "anima dell'universo". In ogni caso l'esegesi di Ermia risulta essere non una semplice parafrasi grammaticale del testo platonico, ma anche una sua riformulazione filosofica nei termini della dottrina neoplatonica, la quale è estremamente complessa anche nel caso dell'anima umana. (shrink)
Questa ricerca, attraverso alcune letture incrociate di Michel Foucault e di Claude Lévi-Strauss, mette in luce l’attualità di due grandi pensatori che pongono al centro delle loro teorie il tema della distanza, dell’altro da sé e del ritorno a sé per comprendere il ruolo del soggetto nella civiltà occidentale. Al di là delle rilevanti differenze che li contraddistinguono, Foucault e Lévi-Strauss percorrono due cammini teorici volti a decostruire il rapporto tra verità e soggetto nella civiltà occidentale adottando una prospettiva della (...) distanza e dell’allontanamento da sé, quali tecniche per comprendere se stessi. Da una parte il concetto foucaultiano di eterotopia, in quanto «spazio assolutamente altro», permette di comprendere i meccanismi attraverso i quali ci si proietta in un altrove senza luogo preciso per localizzare se stessi. Il campo dell’etnologia, sarà dunque letto attraverso la lente foucaultiana, quale «eterotopologia», o scienza eterotopica, per eccellenza. Dall’altra, questo concetto sarà analizzato alla luce di quello che Lévi-Strauss ha definito nel saggio sui Tre umanesimi una «tecnica dello straniamento», ovvero un metodo che permette di pensare se stessi grazie al confronto con l’Altro, con culture di altri luoghi ed altri tempi: per conoscere il soggetto che è l’uomo, non si può non prescindere da un lavoro di continui raffronti e paragoni tra diverse società nel tempo e nello spazio. (shrink)
The transformation of the text from the pre-information technology and Gutenberg modes to the model marked by information or digital technology is such that it substantially changes not only the concept of the text but also the nature of philology itself. This paper presents and discusses the problems encountered in producing a digital edition of the Zibaldone Laurenziano, Giovanni Boccaccio’s handwritten manuscript conserved in the Laurenziana Library in Florence (Pluteo XXIX, 8). The Medieval text in general, and even more with (...) the case of a zibaldone-type text, has intrinsic characteristics that clash with the immobility and definitive nature typical of the print text. The digital edition has been defined by Lebrave as the “critical edition of the 21st century.” It can be based on hypertextuality and hypermediality, using the internet as a resource, and is perfectly able to render textual movement, restoring the text to its specific mobility. Il passaggio del testo dalla modalità pre-informatica e gutemberghiana, a quella segnata dall’informatica o digitale è tale da cambiare sostanzialmente non solo il concetto di testo ma anche la natura stessa della filologia. Il saggio presenta e discute i problemi incontrati nel lavoro volto a stabilire un’edizione critica informatizzata dello Zibaldone Laurenziano, manoscritto autografo di Giovanni Boccaccio, conservato alla Biblioteca Laurenziana di Firenze (Pluteo XXIX, 8). Il testo medievale (e ancor più un testo del tipo-zibaldone) presenta delle caratteristiche intrinseche che entrano in contraddizione con l’immobilità e la natura definitiva tipiche del testo a stampa. L’edizione informatizzata, quella che si può basare sull’ipertestualità, sull’ipermedialità e sul ricorso alla rete, quella che Jean-Louis Lebrave ha definito come “l’édition critique au XXI.e siècle” (Lebrave 127), è perfettamente in grado di rendere il movimento testuale, restituendo al testo la sua rigorosa mobilità. (shrink)
Drawing on new manuscript sources, this volume offers seven contributions on Hermann Samuel Reimarus, the most significant biblical critic in eighteenth-century Germany, as well as an eminent Enlightenment philosopher, a renowned classicist ...
This paper addresses the modern crisis of the philosophical project that conceived of literature as mathesis universalis. In the digital universe, literature maintains its relationship with truth, which is no longer considered as transcending the process of knowing, but as given in unity with it. The new statute of the text is captured well by Carlo Sini’s idea of “foglio-mondo” (“world-page”). Sini suggests that the desacralized text is not situated “outside” of truth; it does not become, as happens in many (...) postmodern thinkers, play, deceit, and gratuitous narration. Rather, “foglio-mondo” is the text freed from the tutelage of transcendental truth to become an “event” of truth. Questo intervento affronta il problema della crisi moderna del progetto filosofico della letteratura come mathesis universalis. Nell'universo digitale la letteratura mantiene il suo rapporto con la verità che non viene più considerata trascendente il processo della conoscenza, ma data in unità ad esso. Il nuovo statuto del testo è bene indicato dall'espressione di Carlo Sini “foglio-mondo." Il testo desacralizzato non viene a situarsi per Sini “fuori” dalla verità, non diventa, come in tanti pensatori postmoderni, gioco, menzogna, narrazione gratuita. Il “foglio-mondo” è piuttosto il testo che si è liberato dalla tutela della verità trascendente per diventare “evento” di verità. (shrink)
When we thus despair of finding any force upon earth which can check the triumph of injustice, we naturally appeal to heaven, and hope, that the great Author of our nature will himself execute hereafter, what all the principles which he has given us for the direction of our conduct, prompt us to attempt even here … And thus we are led to the belief of a future state, not only by the weaknesses, by the hopes and fears of human (...) nature, but by the noblest and best principles which belong to it, by the love of virtue, and by the abhorrence of vice and injustice. (shrink)
Nel 2011 sono mancati Paolo Lucentini e Alfonso Maierù. Nel ricordarne la vicenda umana e professionale come ricercatori e come docenti, questo articolo intende mettere in luce in particolare il contributo che essi hanno dato alla Storia del pensiero medievale accompagnando gli studi dottrinali con importanti edizioni di testi inediti. Paolo Lucentini and Alfonso Maierù passed away in 2011. This article, in remembrance of their personal and professional roles as researchers and teachers, will highlight the contributions that they made to (...) the history of medieval thought, showing how they combined doctrinal studies with important editions of unedited texts. (shrink)