Riassunto: in queste note presentouna breve panoramica della scienza cognitiva, che costituisce a tutt'oggi, a più di vent'anni dalla sua nascita, un coacervo di novità rilevanti nell'ambito della ricerca interdisciplinare. Dopo una prima presentazione generale (§1), traccio una breve storia della disciplina (§2) per passare poi a descrivere nel § 3 uno dei nuclei di fondo della scienza cognitiva: il funzionalismo e l'idea di mente come sistema di rappresentazioni o mappe cognitive. Nel § 4. accenno ad alcune tensioni (...) interne alla scienza cognitiva. Essa è tuttora un campo disciplinare con forti contrasti sui paradigmi da seguire nella descrizione dell'architettura della mente. Una sfida recente è venuta dalla robotica "situata" e dalla tesi che occorre fare a meno delle rappresentazioni mentali nella costruzione di robot intelligenti. Nel § 5 discuto questa sfida mostrando che, nonostante l'entusiasmo suscitato dai primi successi della nuova robotica, il cardine della scienza cognitiva resta solido, anche se bisognoso di completamento. Nella conclusione, al § 6, tocco di sfuggita il tema della coscienza dei sistemi intelligenti (umani e artificiali) e invito a cercare strade per affrontare i problemi che si porranno alle nuove generazioni di studiosi, ormai al di là della frattura tra cultura umanistica e scientifica, frattura che forse trova in Italia uno degli ultimi ambienti in cui sopravvivere. (shrink)
A Note on the Task of the Historian of PhilosophyAccording to this paper, the history of philosophy should be conceived as a normative as well as a descriptive discipline. If it is true that our approach to a philosophical problem will always engage us in the history of this particular problem, this does not mean, however, that the history of philosophy furnishes us with a positive basis on which the problem in question might be treated. The history of philosophy is (...) the history of what has been and thus it still demands philosophical thinking.Nota sul compito dello storico della filosofiaNel considerare la storia della filosofia come una mera “disciplina ausiliaria” della filosofia si rischia di introdurre in quest’ultima un’idea di storia come scienza positiva i cui presupposti sarebbero esentati da un’interrogazione filosofica. Come qualunque altra scienza, la storia della filosofia deve rinunciare a ogni pretesa di neutralità. Come la filosofia stessa la storia della filosofia non può basarsi su una qualsiasi positività. Inoltre, lo studio di un problema filosofico è sempre legato allo studio della sua storia. La storia della filosofia è normativa tanto quanto descrittiva, dal momento che è la storia delle esigenze di fronte a cui si trova regolarmente il pensiero filosofico. (shrink)
Quale sia la natura della coscienza è uno dei problemi più analizzati e discussi sia nella ricerca filosofica sia in quella scientifica. Ogni mese nel mondo vengono pubblicati diversi libri dedicati a questo argomento, e decine di riviste specialistiche ospitano articoli e saggi volti a chiarirne le varie componenti; sotto una tale pressione sono nate alcune riviste scientifiche dedicate esclusivamente all'argomento. A questo fiorire di ricerche corrisponde una quantità altrettanto elevata di approcci. Una rivista come il Journal of consciousness studies, (...) ad esempio, annovera contributi di filosofi e neurobiologi, scienziati cognitivi e psicologi gli uni accanto agli altri, a testimoniare proprio la varietà delle questioni e dei metodi di indagine che si addensano attorno ai fenomeni coscienti. Nel libro ho tenuto fede a questa molteplicità, descrivendo le principali teorie filosofiche accanto ai risultati empirici di psicologi e neurologi. Per ragioni di spazio e di taglio generale ho dovuto eliminare molto, e ogni volta penso a quanti autori e correnti di un certo rilievo ho dovuto tralasciare. Lo scopo principale di questo volume, tuttavia, non è quello dell'esaustività, quanto piuttosto di fornire un quadro per chi voglia orientarsi nel problema della coscienza, purché sia attrezzato di una buona dose di curiosità e di un po' di tenacia per poter affrontare qualche dettaglio più tecnico; non è dunque una summa enciclopedica di quel che si studia oggi sotto l'etichetta “coscienza”. Con questo spirito ho descritto, nel primo capitolo, le radici filosofiche del problema della coscienza rifacendomi a molti classici, alcuni dei quali davvero sorprendentemente attuali. Nel capitolo successivo ho analizzato i diversi risultati empirici sui quali si stanno costruendo le teorie più interessanti; il terzo capitolo presenta una serie di teorie filosofiche volte a difendere l'autonomia della coscienza dalle spiegazioni naturalistiche, e il filosofo David Chalmers fa la parte del campione di questo schieramento. L'ultimo capitolo propone invece le teorie più marcatamente naturalistiche, ed è il filosofo Daniel Dennett a portare il vessillo del rappresentante. I quattro capitoli che compongono il libro, dunque, alternano l'approccio filosofico, dedito a chiarire i presupposti concettuali, e quello naturalistico ed empirico, basato sulle tecniche sperimentali, per rendere conto proprio della varietà del problema coscienza, e di come esso rappresenti forse l'ultima frontiera con la quale noi esseri umani proviamo a ritagliarci un posto speciale tra ciò che ci circonda. È sufficiente volgersi alla storia della scienza per constatare le radici di una simile esigenza. Galileo Galilei ha spostato il nostro pianeta dal centro del cosmo ad una marginale periferia; Charles Darwin ci ha inserito, esseri naturali ed emotivi, nel mondo biologico al pari di ogni altra specie; Alan Turing, infine, ha mostrato che molta della nostra cognizione può essere trattata con metodi computazionali. La coscienza sembra l'ultimo baluardo che separa, categorialmente se non ontologicamente, la nostra specie da tutto il resto. L'eventualità di tradurla in termini neurobiologici è da molti considerata una chimera, e la liceità di una simile ipotesi è posta sotto scrutinio per evidenziarne i presupposti filosofici. Questo testo dovrebbe aiutare a capire quali sono gli snodi del problema e chi ha buone prospettive di cogliere nel segno. (shrink)
Asumiendo junto con Heidegger que la filosofía es ontología por su objeto y fenomenología por su método, la intención es presentar algunas directrices para la hermenéutica de la poesía mística; específicamente para el Cántico Espiritual. Para ello se realiza una descripción esencial de la poesía, destinada a esclarecer por qué ésta es lo hablado puro, seguida por la caracterización de la poesía mística. Posteriormente se muestra que la inefabilidad de la poesía mística es un rasgo que le pertenece por ser (...) ésta palabra originaria que funda un modo de ser en el mundo, cuyo sentido es la unión entre el hombre y Dios. Por último, atendiendo a las advertencias que San Juan de la Cruz (SJC) hace sobre la interpretación de los textos místicos, se piensa sobre el temple de la conversión como disposición emocional instalado en la cual el hombre comienza la búsqueda del Amado. (shrink)
Abstract. El objetivo de este documento es elucidar el papel de las idealizaciones en el conocimiento matemático inspirado por algunas ideas del filósofo neo-kantiano Ernst Cassirer. Usualmente, en la filosofía de la ciencia contemporánea se da por hecho que el tema de la idealización se refiere únicamente a las idealizaciones en las ciencias empíricas, en particular en la física. Por el contrario, Cassirer afirmó que la idealización de las matemáticas, así como en las ciencias tiene la misma base conceptual y (...) epistemológica. Precisamente, su "tesis de la identidad" es analizada al investigar una variedad de ejemplos de idealizaciones tomadas del álgebra, la topología, la teoría de red y la geometría física. Las idealizaciones en matemática, así como en el conocimiento físico se puede caracterizar por la introducción de elementos ideales que conducen a completaciones. En ambas áreas estos elementos ideales desempeñan esencialmente el mismo papel, es decir, sustituyen una variedad incompleta de objetos mediante una variedad conceptual completa “idealizada. (shrink)
Questo volumetto conclude il confronto fra la speculazione bruniana e la tradizione del pensiero aristotelico. Ora Giordano Bruno considera le obiezioni della tradizione aristotelica all'esistenza di un corpo universale infinito in movimento interno (creativo e dialettico) infinito. Demolendo e disgregando le premesse dell'impostazione aristotelica la riflessione di Giordano Bruno ridetermina e riqualifica le tradizionali nozioni di spirito e di materia, innovandole in radice e sospingendole verso una rivoluzionarietà, capace di mantenere sempre uniti l'aspetto teoretico e il momento pratico della riflessione (...) e del pensiero. (shrink)
Partant de l'idée énoncée par le philosophe Charles Taylor, selon laquelle les êtres humains sont « des animaux capables d'auto-interprétation », cet article vise à comprendre le rôle constitutif de l'auto-interprétation dans la connaissance de soi. Une conception satisfaisante de l'auto-interprétation devrait à la fois rendre compte de l'autorité de la connaissance de soi en première personne et satisfaire les exigences du réalisme ordinaire. Si la version constitutiviste de l'auto-interprétation semble incompatible avec de telles exigences, c'est parce qu'elle considère ce (...) pouvoir constituant comme le privilège du sujet de modeler ses états mentaux au gré de sa volonté. Pour autant, il est possible de conserver un rôle constitutif à l'auto-interprétation en évitant toute implication volontariste et en maintenant une certaine indépendance des contenus mentaux du sujet envers lui-même. C'est ce que proposent les philosophes américains Richard Moran et David Finkelstein, le premier, en redéfinissant l'activité d'auto-interprétation en termes de croyance impliquant l'adhésion du sujet à ses attitudes mentales. Considérant le sujet en tant qu'agent responsable de ses attitudes, Moran défend une conception cognitive et engagée de l'interprétation, un point de vue pratique du sujet sur lui-même. La délibération fournit ainsi les raisons d'adopter une croyance, un désir, une émotion,... raisons qui justifient en même temps l'auto-interprétation. Moins attaché à la valeur cognitive de l'auto-interprétation, Finkelstein développe également une conception pratique de la connaissance de soi, fondée sur la fonction expressive des auto-attributions et où l'auto-interprétation a valeur de contexte de cela même qu'elle interprète. (shrink)
La vie est-elle un phénomène émergent ? Traduit-elle l'apparition de propriétés nouvelles au niveau d'un tout, qui seraient irréductibles aux propriétés et à l'organisation des composants de ce tout, ou encore imprédictibles à partir de ces mêmes éléments ? Développées à la charnière des XIXe et XXe siècles comme alternative aux deux approches antinomiques du vivant que sont le vitalisme et le mécanisme, la notion philosophique d'émergence connait aujourd'hui de nouveaux développements : avec la prise de conscience de la complexité (...) du vivant, un nouveau discours émergentiste refait surface en biologie et dans le champ scientifique des origines de la vie. Que signifie la notion d'émergence lorsqu'elle s'applique à l'apparition de la vie sur Terre ? Quelles sont sa pertinence et sa portée ? Dans ce livre, Christophe Malaterre propose une clarification conceptuelle de la notion philosophique d'émergence ; il en défend une conception epistémique et contextuelle, adossée à la notion d'explication. En s'inspirant des travaux les plus contemporains sur les origines de la vie, il montre que, selon le contexte epistémique dans lequel le phénomène est évalué, la qualification de l'apparition de la vie comme émergente est, ou non, justifié. Il défend alors la thèse selon laquelle la caractérisation émergentiste de l'apparition de la vie n'est qu'une conséquence temporaire des limites de nos connaissances scientifiques. (shrink)
Samuel Langhorne Clemens o Mark Twain es el autor del Diario de Adán y Eva, Un yanki en la corte del rey Arturo, Las aventuras de Tom Sawyer, Las aventuras de Huckleberry Finn y otras. Este escritor norteamericano asumió la práctica literaria como un asunto que va más allá del entretenimiento: escribió para interpelar al lector. Y este detalle salta a la vista con un libro que rara veces es referenciado: Sobre la decadencia del arte de mentir, texto que aborda (...) una enfermedad axiológica en el mundo moderno: los peligros que acarrea seguir al pie de la letra los postulados universales de un Deber y una Verdad abstracta. A continuación se hace un análisis de este problema. (shrink)
La philosophie Ricœurienne de la religion suit l’anthropologie kantienne, la bonté originaire et le mal radical de la nature humaine. Ricœur, toutefois, considère le problème du mal plus profondément que Kant. Il cherche alors, dans le kérygme religieux, la motivation plus profonde que le motif autonome, alors que Kant, par l’interprétation allégorique, s’adonne à la démystication de la religion historique. Le Dieu nommé s’addresse, au-delà du Dieu conceptuel kantien, au sens super-abondant au millieu du non-sens de la vie et ouvre (...) l’horizon de théonomie. Celle-ci fait du commandement de l’amour un appel non-violent; l’amour qui réunit la forme universelle et la matière particulière de la norme morale. (shrink)
Cet ouvrage collectif est le fruit d'un colloque sur les philosophies du plaisir qui a réuni philologues et philosophes, spécialistes de l'Antiquité et de la Renaissance, en juin 2004, à l'Université de Lille 3.
Los estudios especializados sobre la obra de Hans Blumenberg [1920-1996] han prestado poca atención a su historia de la ciencia, en particular a su historia de la astronomía. A partir de 1955 Blumenberg empezó a ocuparse de la astronomía copernicana, y publicó diversos artículos relacionados con esta temática a finales de la década de los 50 y comienzos de los 60, luego recopilados en su Die kopernikanische Wende [1965]. Blumenberg preparó también estudios preliminares al Sidereus Nuncius de Galileo Galilei y (...) al De coniecturis, de Cusa. Todo este trabajo fue culminado en su monumental Die genesis der kopernikanischen Welt [1975], así como en el libro póstumo Die Vollzähligkeit der Sterne [1997]. El propósito de este artículo es tomar en consideración este ámbito específico de la obra de Blumenberg. Nos centraremos en la presencia de algunos motivos heideggerianos en la historia blumenberguiana de la astronomía. Defenderemos que en ella cabe identificar una metafísica de la existencia en sentido heideggeriano, en tanto paradigmas existenciales astronómicos. (shrink)
"Les uns sont fascinâes par la hardiesse et la constance de sa pensâee, les autres la rejettent au motif que sa mâetaphysique est extravagante et son raisonnement obscur.
En la Genizah del Cairo se encontraron unos manuscritos con notación gregoriana y escritura hebrea. También aparecieron documentos que apuntan como autor de las partituras a Giovanni-Abdías, un monje cristiano del siglo XII, nacido en el sur de Italia, que se convirtió al judaísmo. Hasta ahora, el estudio de este personaje se ha realizado casi exclusivamente desde el punto de vista judío. Sin embargo, al igual que Abdías sintetiza las tradiciones cristiana y judía en su notación al copiar melodías hebreas (...) con notación cristiana, también lo hace en sus textos. Abdías transcribió una cita latina de Joel a caracteres hebreos. Este artículo estudia la posibilidad de que Abdías pretendiera contraponer su conversión al judaísmo a su ordenación como monje cristiano a través de la plasmación de la profecía de Joel, lo que implica un intenso diálogo entre ambas tradiciones. (shrink)
This article focuses on Proculus of Marseilles’ long episcopate (ca. 381-428 AD) in order to analyse this key moment for the construction of the Gallic Church. A further aim of this paper is to implement a methodological approach that allows a nuanced assessment of complex processes of institutional development.
This is the outline: Introduction : le praticien d’une science-philosophie; Épiphénoménisme retourné et subjectivité délocalisée; Dieu est-il jamais inféré par la science ?; La question du panthéisme; Le pilotage axiologique et la parabole mécaniste; L'unité domaniale comme ce qui reste en dehors de la science.
Par un procédé d'objections/réponses, nous passons d'abord en revue certains des arguments en faveur ou en défaveur du caractère empirique de la simulation informatique. A l'issue de ce chemin clarificateur, nous proposons des arguments en faveur du caractère concret des objets simulés en science, ce qui légitime le fait que l'on parle à leur sujet d'une expérience, plus spécifiquement d'une expérience concrète du second genre.
Le précepteur d’Emile, nous répète-t-on, se tromperait deux fois au moins en n’éduquant qu’un seul et solitaire élève, et en ne lui donnant en guise de liberté que la soumission à une nature arrangée. La scène véridique de la pédagogie serail autre un exact apprentissage du réel au sein des collectivités que les maîtres d’école organisent. Pourtant celles-ci sont également des paysages. Le présent anicle évoque trois façons, que trois républiques eurent, de rêver un monde oú l’école aurait été possible.
Aunque admito sin reservas -nos dice Spinoza en su TTP- que todas las cosas son determinadas por leyes universales de la naturaleza a existir y a obrar de una forma fija y determinada, afirmo, no obstante, que [...], para el uso de la vida, ...
Spinoza’s relation to history is considered here as relation to the history of philosophy. The matter is not to research sources or influences of the doctrine, but to analyse the singular way that Spinoza as a philosopher recalls philosophy’s past. Can one legitimately call “historical” the use he makes of this past? Do evocation, correction or refutation reveal, in Spnoza’s writing, a form of historicity of philosophy? The idea put forward here is the following: the successive examining of philosophers, words, (...) and of the motivations at work behind the writing of the Principia reveals, despite the appearances, no genuine history, but a variety of discursive strategies (drawing lines, narrating, constituting) meant to establish the elements of a “true” philosophy, and thereby to situate oneself through distanciation and the promotion of a singular thought. (shrink)
La Bioética es una joven disciplina con apenas tres décadas de recorrido en nuestro país. Durante todo este tiempo, la Cátedra de Bioética de la Universidad Pontificia Comillas ha contribuido activamente a la reflexión, diálogo y divulgación de la Bioética. Este año, ha querido celebrar su XXV Seminario Interdiciplinar reuniendo a las principales instituciones y autores que han sido y son referentes ineludibles en esta reflexión bioética. Este libro recoge la mirada histórica del mucho y buen trabajo realizado en todo (...) este tiempo, la situación actual de esta disciplina que intenta servir a una sociedad en continuo cambio y las perspectivas de futuro que se plantean las principales instituciones que hoy por hoy dan forma a la Bioética española. (shrink)
La soberanía no sólo era una teoría para el buen ordenamiento de un estado sino una forma de anular la autonomía del espíritu profético y someterlo a la dialéctica del estado y a los intereses de los gobiernos. La soberanía implica que no existe ninguna fuerza que opere al margen del poder capaz de regenerar o traer la salvación a un pueblo corrupto. La soberanía supone la creación de un espejismo, la manifestación del espíritu libre del pueblo es un producto (...) o invención del poder estatal. La homogeneización y despersonalización del pueblo no es el resultado de la lucha por conquistar la libertad y la igualdad, sino el intento de que esta libertad e igualdad no suponga el desmoronamiento de la fuerza imperial. (shrink)
The relationships between philosophy and its history have been discussed at great length along the last decades. We analyze some aspects of this debate. Particularly, we question the thesis according to which to know history of philosophy is a necessary condition for doing philosophy. We disclose some assumptions, generally implicit ones, strongly related to it.
Recorrer las etapas de formación del sujeto moderno occidental y mostrar que no siempre existió tal como lo conocemos es el objeto de este trabajo. Desde los filósofos presocráticos y Sócrates, Platón y San Agustín, la paulatina configuración de un espacio interior favorece la formación de un yo autónomo, vinculado ontológicamente en su inicio. Su posterior emancipación y el advenimiento de una reflexividad radical durante la Modernidad van ligados a la filosofía de Descartes, Locke y Kant.
Recently, William H. Dutton has argued that a new form of public space is emerging in what he calling the Fifth Estate. For his, Internet could be as important – if not more so – to the 21st century as the Fourth Estate has been since the 18th. Well, according to Dutton, this paper analyzes and critically reviews Habermas’s conception of the emergency and modern transformation of the public sphere. Finally, it proposes the institutionalization of the Virtual Parliamentary Group.
La Conquista y el dominio de América provocaron la «reificación», es decir, la cosificación del referente «indio». Ello plantea un reto todavía actual y también ejemplar para otras latitudes del orbe, dada la pluralidad étnica contemporánea: la superación de esta injusta reificación por medio de la comprensión más allá del mero conocimiento. Dicho en términos modernos: el reconocimiento efectuado en tres momentos: 1) concientización de la praxis agraviante hacia «los indios» en la Colonia y época post-colonial; 2) la interpretación de (...) lo ajeno desde lo propio y su apropiación y, 3) el desenlace a la pluralidad cultural. (shrink)
Uno de los fenómenos característicos de la sociedad española, a partir del año simbólico de 1492, es la progresiva adopción de los estatutos de pureza de sangre por parte de diversas administraciones. La Compañía de Jesús, sin embargo, se negó durante casi todo el siglo XVI a aplicar estos estatutos, alegando para ello la voluntad expresada en tal sentido por el mismo Ignacio de Loyola. Sin embargo, en 1593 la Quinta Congregación General decide implantar el examen de pureza para el (...) ingreso en los Colegios de la Compañía. Este artículo describe la tenaz oposición que contra esta decisión realizó el jesuita español Pedro de Ribadeneyra, de origen judío, en una serie de cartas dirigidas al entonces General, Claudio Aquaviva. Asimismo, contextualiza la polémica jesuita en torno a los estatutos de pureza de sangre dentro del giro que la Compañía realiza tras el ascenso al generalato de Everardo Mercuriano y, después, con Aquaviva, y cuya principal característica es el alejamiento de los conversos de los puestos de poder. (shrink)
Le conflit social autour de la réforme du régime d'assurance chômage des intermittents du spectacle a été marqué par son intensité et par sa durée. La thèse défendue ici est que la maîtrise du temps constitue l’un des enjeux majeurs de ce conflit. L'affrontement sur le terrain économique de la régulation de l'emploi et de l'industrie culturelle s'est doublé de l'affrontement sur le temps. La question du temps ne se limite pas à la régulation du temps de travail, elle concerne (...) la maîtrise du temps et les « formes de vie » auxquelles les individus aspirent. Les deux plans de l'emploi et du temps ne sont pas exclusifs l’un de l’autre, ils coexistent, mais le conflit autour de la maîtrise du temps est relativement imperceptible. L'objectif de cet article est de lui donner de la visibilité et d'en questionner le sens. (shrink)
Análisis de dos testimonios medievales del rito celta de la ‘triple muerte’ en Hispania, donde hasta ahora no se había señalado. La leyenda gallega de Santa Marina de Aguas Santas, en Orense, asocia este rito a una sauna iniciática galaico-lusitana, lo que parece indicar un origen prerromano, mientras que el relato del fijo del rey Alcarás en el Libro de Buen Amor constituye otro ejemplo de literatura celta hispana en el siglo XIV, probablemente llegado a través del círculo artúrico de (...) Merlín, originado en Gales y Bretaña, pero con algún posible influjo persa, que acabó integrado en el imaginario celta hispano. (shrink)
Souvent, Wittgenstein est lu comme un critique de la subjectivité. Et en effet, on trouve dans sa pensée une attaque très forte contre Villusion métaphysique de la subjectivité (comme sphère ontologique spécifique). Mais, une fois qu'on a dit cela, reste à prendre en compte la contribution positive de Wittgenstein à ce qu'on pourrait appeler une phénoménologie concrète de la subjectivité, c'est-à-dire du sujet tel qu'il se manifeste dans le langage. Wittgenstein's work is often read as a criticism of subjectivity. A (...) very strong attack is indeed to be found in his thought against the metaphysical illusion of subjectivity (construed as a specific ontological sphere). This still leaves room for accounting for Wittgenstein's positive contribution to what may be called a concrete phenomenology of subjectivity, that is, of the subject as it manifests itself within language. (shrink)
Quoique l'on ne trouve qu'un nombre limité de références à Nicod dans les manuscrits de la période dite « intermédiaire » de Wittgenstein, une lecture attentive de La Géométrie dans le monde sensible s'avère pourtant décisive pour comprendre la nature du projet phénoménologique de Wittgenstein de la fin des années vingt. Nous nous proposons de montrer que la prise en compte ainsi que la reformulation du problème posé par Nicod en 1924, celui de la nature de la relation d'inclusion spatiale, (...) conduit Wittgenstein à remplacer dès 1929 l'ancien critère logique du simple et du complexe (celui du Tractatus logico-philosophicus) par un critère phénoménologico-grammatical inédit et désabsolutisé applicable à toute donnée visuelle quelle qu'elle soit. Plus généralement, la priorité donnée par Wittgenstein au visuel dans son « investigation phénoménologique des impressions sensorielles » trouve sa meilleure justification dans l'esquisse par Nicod d'une géométrie de la vision à la fois complète et indépendante. Nous montrons en particulier que les propriétés structurales du champ visuel mises au jour par Nicod dans sa construction (diversité et simultanéité des places sensibles, coloréité) sont tacitement utilisées par Wittgenstein pour justifier la possibilité d'une description phénoménologique conçue, précisément, comme description des places ou « localités » constitutives de cet espace perceptif. (shrink)
La filosofia non è una scienza empirica e si regge in buona misura sull’argomenta- zione (→), cioè sulla capacità di giustificare certe affermazioni, o tesi, sulla base di altre ritenute vere. Sin dall’antichità la teoria dell’argomentazione ha pertanto occupato una posizione di rilievo nella ricerca filosofica, e già a partire da Aristotele ha contribuito a definire quel settore disciplinare che oggi chiamiamo logica (dalla parola greca logos, che significa tra l’altro ‘discorso’, ‘ragionamento’). Aristotele stesso codificò la materia in maniera (...) sistematica, secondo schemi e principi che rimasero insuperati per oltre due millenni (→ sillogistica). A partire dal XIX secolo la teoria logica subì però mutamenti profondi, grazie soprattutto all’opera del matematico inglese George Boole e del filosofo tedesco Gottlob Frege, e nel XX secolo si è assistito a sviluppi straordinari che hanno portato all’applicazione della logica non solo in filosofia ma anche in altri ambiti di ricerca (dalla linguistica al diritto sino all’informatica). (shrink)
Quine's aim in this slim book is to "update, sum up and clarify variously intersecting views on cognitive meaning, objective referencce, and the grounds of knowledge." Only nine pages had previously appeared as the book came to print. It is based largely on unpublished lectures and informal discussions of the past ten years back to the Immanuel Kant Lectures given at Stanford in 1980. It does not, then duplicate Leonelli's Italian translation of the Kant lectures, La Scienza E I (...) Datti di Senso, which appeared in 1987. (shrink)
The Blood of Others begins at the bedside of a mortally wounded Résistance fighter named Hélène Bertrand. We encounter her from the point of view of Jean Blomart, her friend and lover, who recounts the story of their relationship : their first meeting, unhappy romance, bitter breakup, and eventual reunion as fellow fighters for the liberation of occupied France. The novel invites the reader to interpret Hélène and Jean’s story as one of positive ethical development. On this progressive reading, although (...) both characters are initially mired in bad faith and ethical irresponsibility, they ultimately transform themselves into ethically exemplary figures. Through their participation in violent political resistance against the occupation, they recognize their responsibility to humanity and actualize that responsibility in the form of positive political engagement. I will argue, on the contrary, that Jean and Hélène exhibit a unique form of bad faith that Beauvoir identifies in The Ethics of Ambiguity, a dangerous form of bad faith, distinct from the Sartrean conception, that promotes the indiscriminate use of violence for political ends. (shrink)
Sommario. Prima che di definire un modello della coscienza e comprendere che cosa sia un fenomeno soggettivo, è necessario sviluppare una teoria della prospettiva in prima persona. Questa teoria deve essere concettualmente con- vincente, empiricamente plausibile e, soprattutto, aperta a nuovi sviluppi. Il quadro di riferimento concettuale deve essere coerente con il progresso scienti- fico. Le sue ipotesi fondamentali devono essere adattabili in modo da permette- re a nuovi risultati sperimentali di essere inseriti nel modello teorico. Questo ar- ticolo tenta (...) di definire le linee generali di una teoria in grado di offrire un’analisi rappresentazionale della prospettiva in prima persona. Tre proprietà fenomeniche sono centrali a quest’analisi: “egoicità” (la proprietà fenomenica; il senso di possesso di una sensazione), “selfhood” (l’esperienza cosciente di essere qualcuno) e la prospetticità (una caratteristica strutturale: il fatto che lo spazio fenomenico appaia organizzato attorno a un centro, una prospettiva su- per-modale). Questo articolo analizza queste proprietà da un punto di vista sia rappresentazionale che funzionale. Introdurrò nuovi vincoli concettuali per le rappresentazioni fenomeniche e due entità teoriche necessarie per capire che cosa sia la prospettiva in prima persona: “il modello fenomenico del sé” (PSM: phenomenal self model) e il “modello fenomenico della relazione intenzionale” (PMIR: phenomenal model of intentional relation). Un modello fenomenico del sé è una struttura rappresentazionale plurimodale, il cui contenuto costituisce il contenuto dell’esperienza del sé cosciente. Ha due caratteristiche importanti. Primo, è l’unica struttura rappresentazionale ancorata nel cervello da un colle- gamento funzionale permanente. Secondo, parti consistenti del PSM sono fe- nomenicamente trasparenti: non posso essere identificate come rappresentazioni all’interno del sistema. Sono intrappolate in quello che è stato definito un “in- genuo realismo auto-ingannevole”.. (shrink)
On considère souvent, à la suite des ouvrages classiques de J. Bouveresse, que Wittgenstein veut opérer un rejet ou une critique de la subjectivité. Il semble cependant que les derniers textes de Wittgenstein consacrés à la philosophie de la psychologie permettent de modifier partiellement ce point de vue, et défaire place à une conception spécifique de la subjectivité, redéfinissant un sujet dépsychologisé voire désubjectivé, qui n'est plus le point sans étendue du Tractatus, ni le sujet métaphysique, ni le sujet de (...) la psychologie, mais simplement une voix ordinaire. Wittgenstein's later work is often held by critics in France, following e.g. Jacques Bouveresse's insights, to be operating a criticism of both interiority and subjectivity. A reading of Wittgenstein's later writings on the philosophy of psychology might somehow change such a point of view, and redefine a specific view — as a de-psychologized species — of subjectivity in Wittgenstein's writing, thus redefining the wittgensteinian subject in terms of an ordinary voice. (shrink)
This paper discusses, in a preliminary manner, what revenge is. (It does not address the rationality or moral standing of revenge.) In particular, it proposes four elements of revenge --an agent, a recipient, a harm intended by the former, and a harm done by the latter which provokes the revenge. Based on these four elements, it highlights both agent-internal conditions for getting revenge, and agent-external ones. Along the way, the paper contrasts revenge with related phenomena like merely getting even, and (...) retribution. /// Este trabajo discute de manera preliminar lo que es la venganza. (No considera la racionalidad ni la moralidad de la venganza.) En particular, propone cuatro elementos de la venganza: un agente, un receptor, un daño que el primero tiene la intención de hacer, y un daño hecho por el segundo que provoca la venganza. Basándose en estos cuatro elementos, resaltan tanto las condiciones internas del agente como las externas a él para obtener venganza. A lo largo del trabajo se contrasta la venganza con fenómenos relacionados como el de desquitarse y la retribución. (shrink)
Come tutti gli ambiti teorici e pratici della civiltà occidentale anche la riflessione pedagogica viene investtita dalla potenza ideologica del neoliberismo, che intende trasformare e rivoluzionare a partire dagli anni '80 del Novecento tutte le forme in senso lato culturali sviluppatesi a partire dagli anni '60 e '70 del medesimo secolo. L'applicazione del principio della post-modernità frantuma e dissolve progressivamente le prospettive di cambiamento precedenti, assegnando alla civiltà capitalistica un'esistenza assoluta ed immodificabile. Tutti gli intenti che hanno di volta in (...) volta dimostrato di voler moderare e limitare (o condizionare) queste pretese non sono riuscite a raggiungere i propri scopi, favorendo al contrario la rincorsa regressiva operata dal sistema ideologico dominante. Solo la ripresa di una concezione di nuovo rivoluzionaria può invece, proprio a partire da una rinnovata pedagogia radicale e democratica, risolvere i problemi di mera sopravvivenza della civiltà umana e del suo contesto naturale, scatenati dalla illimitata volontà di potenza del neoliberismo economico e finanziario. (shrink)
La connaissance métaphysique est accessible et nous possédons un tel type de connaissance. Il faut pratiquer la métaphysique de manière directe, sans passer par des considérations de philosophie du langage ou de l'esprit. Les deux principales critiques de la métaphysique sont : le naturalisme évolutionniste et le kantisme. Le naturalisme est incohérent car il nie la possibilité défaire des hypothèses métaphysiques et pourtant il repose sur de telles hypothèses. Kant également ne va pas au bout de son projet, car on (...) ne peut éviter la question du contenu des pensées, une fois qu'on a réduit la métaphysique à une théorie de la connaissance. L'examen des arguments de Barcan-Kripke confirme la possibilité d'une argumentation métaphysique et l'impossibilité d'y échapper. Metaphysical knowledge is accessible and indeed, we have such a knowledge. Metaphysics shoud be done directly, without starting with considerations of philosophy of language or philosophy of mind. The two main critiques of metaphysics are evolutionary naturalism and Kantianism. Naturalism is inconsistent because it denies any possibility to make metaphysical hypotheses, but it hinges upon such hypotheses. Kant is also inconsistent because one cannot avoid the question of the content of thoughts once metaphysics has been reduced to epistemology. A scrutiny of the arguments by Barcan and Kripke confirms the possibility of a purely metaphysical argumentation and the impossibility to do without it. (shrink)
Borderlands/La Frontera deals with the psychology of resistance to oppression. The possibility of resistance is revealed by perceiving the self in the process of being oppressed as another face of the self in the process of resisting oppression. The new mestiza consciousness is born from this interplay between oppression and resistance. Resistance is understood as social, collective activity, by adding to Anzaldúa's theory the distinction between the act and the process of resistance.
La rivoluzionarietà della speculazione bruniana si esercita nei confronti della tradizione di alcuni testi aristotelici fondamentali nella trasmissione del pensiero e della civiltà occidentale. In modo principale essa attacca e demolisce i capisaldi della "Metafisica" di Aristotele, per poter cominciare ad affermare - o, se si vuole, a riaffermare (visto il richiamo esplicito del filosofo nolano alla riflessione dei primi Presocratici) - il principio dell'infinito creativo e doppiamente dialettico. Il breve saggio segue la formulazione e lo sviluppo progressivo del testo (...) aristotelico attraverso la critica esposta dalla riflessione bruniana. Alla fine viene presentata una breve bibliografia bruniana. (shrink)
Le argomentazioni presentate in questo volume costituiscono il primo contributo dell’autore al progettato compito di un’analisi e commento completi e puntuali dei principali testi filosofici di Giordano Bruno. Iniziando con il "De umbris idearum" e procedendo con le prime opere in latino, l’autore intende svelare le basi teoretiche della prima speculazione bruniana, destinate ad essere riprese, ampliate ed approfondite nei testi successivi, i "Dialoghi Italiani", così come, in una originale prospettiva atomistica, in quelli latini delle ultime fasi. Il "De umbris (...) idearum" costituisce in questa prospettiva il testo base della difficile e complessa speculazione bruniana: assolutamente lontano – come del resto indicato dalle esplicite affermazioni del filosofo di Nola – dall’impiego pragmatico e retorico della tradizionale arte della memoria, esso piuttosto costruisce progressivamente uno spazio di riflessione di natura ontologica, metafisica e teologica, con influssi sulle considerazioni razionali e naturali. In questo modo l’arte di memoria bruniana diventa la memoria di un arte filosofica civile, la necessità del ricordo di una possibilità del pensiero e della prassi incardinata sulla presenza di un plesso centrale creativo e dialettico, che progressivamente consente l’inserimento della principale innovazione escogitata dalla filosofia bruniana: il concetto (con la relativa prassi) dell’infinito. Direttamente tematizzato nei dialoghi in italiano, il concetto creativo e dialettico dell’infinito bruniano separa progressivamente l’autore nolano dalla tradizione neoplatonico-aristotelica, definendo in tal modo uno schema interpretativo della realtà diverso ed opposto rispetto a quello che – oltre l’apparente rivoluzionarietà della scienza moderna – ha innervato i principali sviluppi della civiltà occidentale moderna e contemporanea. (shrink)
Alexandre Koyré ha scritto che Newton e la scienza che è seguita sono responsabili di aver spaccato il mondo in due: da un lato il «mondo delle qualità e delle percezioni sensibili», dall’altra il «mondo della quantità e della geometria reificata». Un confronto anche sommario tra i fatti che risultano veri per il senso comune e falsi nell’immagine scientifica (o viceversa) sembra dar ragione a Koyré e ai tanti filosofi che hanno adottato la dicotomia. Ma si tratta davvero (...) di una dicotomia reale? Il mondo del senso comune è davvero un «altro mondo» rispetto a quello delle scienze fisiche? Nelle pagine che seguono cercheremo di articolare una risposta negativa a queste domande. (shrink)
L’idée d’un jugement [Urteil], et du pouvoir de juger [Vermögen zu urteilen], joue un rôle cardinal dans l’argumentation de la Critique de la raison pure. L’argument central de la première Critique vise à montrer comment les concepts purs de l’entendement peuvent s’appliquer aux objets qui nous sont donnés dans l’expérience. Cet argument dépend de l’idée que l’expérience n’est pas l’affaire de la sensibilité à elle seule, mais qu’elle implique, dès le début, le concours de l’entendement. Or, l’entendement n’est rien d’autre (...) que la capacité de faire des jugements. Comme dit Kant, «nous pouvons ramener tous les actes de l’entendement à des jugements, de telle sorte que l’entendement peut être représenté en général comme un pouvoir de juger» (CRP, A69/B94).1 Cette identification est au coeur de la déduction métaphysique des catégories, où Kant affirme découvrir, suivant le fil conducteur offert par les formes logiques du jugement, les concept purs de l’entendement. Et elle réapparaît dans la déduction transcendantale, où il s’agit non pas d’établir la table des categories, mais de prouver que les catégories s’appliquent à l’expérience. Car si l’expérience exige le concours de l’entendement, et l’entendement est un pouvoir de juger, il s’ensuit que le divers de représentations données doit être.. (shrink)