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Presupponendo l’influenza di alcune tesi dell’idealismo di Kant su alcune tesi di Wittgenstein non solo attraverso la lettura di Schopenhauer, questo contributo prova a ripercorrere alcune contiguità e differenze tra il dispositivo autoreferenziale dell’appercezione trascendentale e certi aspetti emersi dal dibattito contemporaneo sul carattere irriducibile dell’autoascrizione dei pensieri che contengono un riferimento in prima persona, i cosiddetti I-thoughts, dibattito ispirato da Wittgenstein e dalla sua analisi filosofico-linguistica della grammatica del termine “Io”.
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